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I MISTERI – DODICESIMA PARTE

PRIMA PARTE – Introduzione
SECONDA PARTE – Le confraternite
TERZA PARTE – Dalle casazze ai misteri
QUARTA PARTE – Piccoli incidenti di percorso
QUINTA PARTE – Una arrancata fino ai giorni nostri
SESTA PARTE – Carchet
SETTIMA PARTE – Maestri trapanesi dell’arte della colla e tela
OTTAVA PARTE – Multimedia: dalla Spartenza all’Incoronazione di Spine
NONA PARTE – Multimedia: da Ecce Homo all’Addolorata
DECIMA PARTE – A vella
UNDICESIMA PARTE – Il mistero più grande

Il lessico dei misteri

Cari lettori, ecco una piccola guida con alcune espressioni di uso comune durante la processione.
Ciaccula

Ciaccula

A POSTO! – Quando il gruppo deve essere sollevato, il “caporale” dapprima batte la ciaccula sull’asta del gruppo per richiamare l’attenzione dei portatori, dopo richiama i massari con il classico invito a ” a posto….” e dopo due colpi di ciaccula il gruppo viene alzato.
AISATA – Con questo termine si indica non solo l’alzare il gruppo ma anche la volontà di condurlo sulle spalle per un determinato periodo. Esprime altresì il desiderio di portare un gruppo: “Ma faciti fari fari n’aisata?”.
ANNACATA – La ritmica e caratteristica andatura con la quale il gruppo procede durante la processione. Il ” mistero ” , è condotto a spalla dai “massari” che, per alleggerire il peso della fatica e per seguire il ritmo scandito dalle note delle marce funebri, sembrano far assumere al gruppo sembianze di movimento. Il termine annacata nel dialetto siciliano è sinonimo di cullare e nel profondo amore dei trapanesi per i gruppi, sembra quasi che con tale movimento essi vogliano cullare i loro Misteri.
ARRANCATA – Consiste in una veloce accelerazione nel modo di portare il gruppo, caratterizzata dallo strisciare dei piedi. E’ generalmente usata per recuperare il ritardo dal gruppo precedente.
ATTUNNIATA o VUTATA – Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le “vutate” o “attunniate” ed il prescelto non potrà che ricambiare i massari con un ‘offerta , detta ” picaccia ”
BALLONCINO – E’ il portatore centrale, posto tra le due aste. E’ generalmente più alto degli altri massari e la sua funzione è molto delicata, in quanto serve ad equilibrare il peso che grava sui rimanenti portatori.
CAPUCONSULE – E’ una vera e propria autorità in seno alla processione. Ciascuno dei ceti è composto da simpatizzanti, collaboratori e consoli. A presiedere tutti è il Capoconsole, personaggio carismatico al quale la maestranza riconosce ed imputa meriti e demeriti dello svolgimento della processione. Per statuto il Capoconsole deve appartenere alla categoria di appartenenza del ” mistere “
CAPURALE – Il capo , l’organizzatore, il responsabile della squadra di massari. Controlla e dà i tempi delle “battute”.

Massari_balloncino

Squadra di massari col balloncino al centro

CAVALLITTI – I supporti in legno che sostengono la “vara”.
CIACCULA – Si tratta di uno strumento composto da due pezzi di legno mobili che sbattono su un terzo legno fisso. Si ritiene sia ispirato alle “troccole” che sostituivano nel periodo precedente la Pasqua, il rumore delle campane o alle “castanuelas” spagnole.
CONSULI – Con questo termine, dall’antica etimologia, ci riferisce a coloro che in seno al ceto, rivestono incarichi di responsabilità e di organizzazione della processione. Il console appartiene generalmente alla categoria economica che in affidamento il “mistere”; accanto ad essi troviamo i “consoli onorari” ai quali il ceto riconosce particolare spirito di attaccamento e abnegazione
MASSARO – Con tale termine, di probabile origine assira e corrispondente all’ebraico melsar, si definisce la persona intenta a lavori di fatica, colui che trasporta la roba altrui da un luogo all’altro e nel caso specifico della processione dei Misteri il “massaro” non fa altro che il proprio lavoro, trasportando il gruppo , dietro pagamento pattuito con il ceto di appartenenza.
NCIRRIATA – Era una fascia di tela che anticamente i massari (qualcuno la usa ancora oggi) usavano per tenere stretti e compressi i muscoli del torace e della schiena onde evitare possibili strappi muscolari
PASSATA A STACIUNI , I MISTERI O PURTUNI – Con questo detto popolare, si vuole evidenziare il fatto che al termine della stagione estiva, il cuore degli appassionati dei Misteri è già rivolto alla Chiesa del Purgatorio, come se i gruppi fossero già pronti per la processione.
PURTARI U MISTERU – L’atto di condurre a spalla il gruppo.
PICACCIA – L’offerta che il “cittadino illustre” a cui è stato “vutato” il gruppo, offre ai massari.

Scinnuti_2017

Programma delle scinnute 2017

SCINNUTE – Il periodo che precede la Pasqua è preceduto da “I Scinnuti”, un rito risalente al 1600. Nei sei venerdì quaresimali, uno dei Sacri Gruppi, accompagnato dalla banda musicale, sembra voler concedere un’anteprima della processione del Venerdì Santo. Quando i “Misteri” erano ospitati nella chiesa di S.Michele, i gruppi erano collocati in apposite nicchie chiuse da vetri e da lì, il gruppo cui toccava la celebrazione del venerdì, era condotto verso la chiesa ( in siciliano, scinnuta vuol dire discesa) .
SCIUTA – L’uscita delle processioni della Settimana Santa, il momento più atteso da tutti i trapanesi.. ” Oggi all’annu a Maronna sciu e sei!” – “Lo scorso anno la statua di Maria Addolorata è uscita in processione dalla chiesa del Purgatorio alle ore 18!”.
TRASUTA – E’ così definito il momento in cui i gruppi,dopo quasi ventiquattro ore di processione, rientrano nella chiesa del Purgatorio, popolarmente conosciuto come ” ‘A trasuta di Misteri”.
UNA E DUE – “Uno e due!” . Tale espressione viene sussurrata in alcune occasioni tipo l’uscita o l’entrata gridato (popolo) in sinergia con lo schioccare del primo e del secondo colpo di ciaccola, associando al primo la messa in trazione delle aste, e al secondo.
VARA – E’ la base lignea su cui appoggiano i gruppi. Essi vengono fissati con un con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentatività al gruppo.
VUTATA – Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le “vutate ” o “attunniate” ed il prescelto non potrà che ricambiare i massari con un ‘offerta , detta “picaccia”

Questo dizionarietto è un estratto dal sito http://www.processionemisteritp.it/dizionario/dizionario.htm, che vi invito a visitare perché contiene molte altre voci.
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TREDICESIMA PARTE – Il mistero dell’ultima cena
QUATTORDICESIMA PARTE – Di chi sono i misteri?
QUINDICESIMA PARTE – La madre Pietà dei Massari e la madre Pietà del Popolo
SEDICESIMA PARTE – L’Archimede dei cavalletti

I MISTERI – TERZA PARTE

PRIMA PARTE – Introduzione
SECONDA PARTE – Le Confraternite

Dalle casazze ai misteri

La trasformazione da casazze a misteri non avvenne da un giorno all’altro. Inizialmente la rappresentazione continuò a essere per gran parte vivente e solo il Cristo morto e l’Addolorata erano statue.

Gli atti notarili, elemento chiave in una manifestazione complessa come i misteri

Il periodo in cui la Confraternita gestì direttamente la processione durò poco perché ben presto iniziarono le cosiddette concessioni. La Confraternita, pur riservandosi la proprietà dei misteri, cominciò a cederne la gestione alle categorie artigiane, col duplice risultato di ridurre le spese di pulizia e manutenzione e allo stesso tempo di aumentare la partecipazione popolare e di conseguenza anche il volume delle elemosine.

Riportiamo di seguito le date degli atti notarili che sancirono il passaggio dei misteri ai ceti.

  • La deposizione ai sarti il 3 aprile 1619
  • Il trasporto al sepolcro ai corallai il 5 aprile 1619
  • L’ascesa al calvario ai vinattieri e carrettieri il 20 aprile 1620
  • La spogliazione ai bottai il 20 aprile 1620
  • La sollevazione della croce ai falegnami il 23 aprile 1620
  • Gesù nell’orto di Getsemani agli ortolani il 27 aprile 1620
  • La ferita al costato ai funai e canapai il 27 aprile 1620
  • La flagellazione ai muratori e scalpellini il 3 maggio 1620
  • La separazione agli orafi il 6 aprile 1621
  • La caduta al Cedron ai marinai il 6 aprile 1621
  • La coronazione di spine ai fornai l’8 aprile 1632
  • La negazione ai barbieri l’ 1 dicembre 1661
  • Gesù dinanzi ad Hanna ai fruttivendoli il 26 marzo 1684
  • Ecce homo ai calzolai il 21 marzo 1689
  • La lavanda dei piedi ai pescatori il 23 gennaio 1704
  • L’arresto ai fabbriferrai l’8 agosto 1765
  • La sentenza ai macellai il 27 febbraio 1772
  • Gesù dinanzi a Erode ai mugnai il 13 novembre 1782
  • Gesù nel sepolcro ai pastai nell’800 (l’atto notarile originale non è mai stato trovato)
  • L’Addolorata ai cocchieri, staffieri e cuochi nell’800 (l’atto notarile originale non è mai stato trovato)

Da metà ‘600 si prese l’abitudine di “presentare” i gruppi nelle settimane precedenti la processione. Erano le cosiddette scinnute, tradizione che continua anche ai giorni nostri. 

Durante la processione i gruppi venivano portati a spalla dagli stessi artigiani. Ogni gruppo era accompagnato dai cantori e ogni mistero se ne andava un po’ per conto suo. Spesso deviavano dal percorso, per esempio, rendere omaggio a questa o a quella chiesa, col risultato che più che una processione unica, sembravano venti processioni diverse.

La Confraternita in processione

Ad aprirla però era sempre un personaggio raffigurante San Michele Arcangelo che portava una croce nera, più adatta alla situazione rispetto alla consueta spada sguainata. Seguivano i confrati in sacco e visiera. Alla fine dell’800 San Michele scomparve, sostituito da un tamburino e da un trombettiere.

Questo cambiamento, piccolo se vogliamo, è conseguenza della progressiva perdita di centralità della Confraternita nell’organizzazione dei misteri. Al proposito possiamo fare due esempi: il primo sono le scinnute che a partire dal 1812 cominciarono a essere organizzate dagli artigiani anziché dai confrati; il secondo è quello del gruppo di Gesù nel sepolcro, che la Confraternita aveva sempre voluto tenere per sé e che venne ceduto ai pastai verso la metà dell’800.

Il fatto di essere una processione religiosa non organizzata dalla chiesa è la caratteristica principale dei misteri, al punto che al giorno d’oggi è forse più facile identificare il mistero con il ceto di appartenenza che con la scena che raffigura.

Forse però stiamo correndo troppo e allora occorre fermarsi e fare un passo indietro…

QUARTA PARTE – Piccoli incidenti di percorso
QUINTA PARTE – Una arrancata fino ai giorni nostri
SESTA PARTE – Carchet
SETTIMA PARTE – Maestri trapanesi dell’arte della colla e tela
OTTAVA PARTE – Multimedia: dalla Spartenza all’Incoronazione di Spine
NONA PARTE – Multimedia: da Ecce Homo all’Addolorata
DECIMA PARTE – A vella
UNDICESIMA PARTE – Il mistero più grande
DODICESIMA PARTE – Il lessico dei misteri
TREDICESIMA PARTE – Il mistero dell’ultima cena
QUATTORDICESIMA PARTE – Di chi sono i misteri?
QUINDICESIMA PARTE – La madre Pietà dei Massari e la madre Pietà del Popolo
SEDICESIMA PARTE – L’Archimede dei cavalletti