STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – UNDICESIMA PARTE

Gli ultimi anni

PRIMA PARTE – LA COMUNE DI PARIGI
SECONDA PARTE – L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA SBARCA A TRAPANI
TERZA PARTE – DA TRAPANI A SYDNEY
QUARTA PARTE – LA NAVE DEI DISPERATI
QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO
SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE
OTTAVA PARTE – UN VIAGGIO IN EUROPA
NONA PARTE – FAREWELL TO SYDNEY
DECIMA PARTE – SCEUSA CONTRO NASI

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Dopo l’iniziale neutralità, Mussolini, come Sceusa, sostiene l’ingresso in guerra dell’Italia

Sceusa viene sostenuto anche dall’aristocrazia agraria, che evidentemente odiava Nasi più di quanto odiasse i socialisti, ma alla fine non c’è niente da fare. Nasi è troppo forte e, nonostante un decennio di quella che i nasiani chiamavano persecuzione giudiziaria, viene eletto con 2431 voti contro i 934 di Sceusa (link).

Mentre a Trapani Nasi monopolizza la scena, in Europa la tensione è alle stelle e l’attentato di Sarajevo innesca una reazione a catena che incendia tutta l’Europa. L’Italia, dopo l’iniziale ambiguità, entra in guerra al fianco di Francia e Inghilterra per mano di un ministro che, ironia della sorte, faceva Sydney di nome, Sydney Sonnino. Nel giugno 1915 su La Voce socialista, giornale di Trapani, Sceusa lancia un appello per sostenere l’entrata in guerra dell’Italia, comportamento simile a quello di un altro socialista, l’ex direttore dell’Avanti! Benito Mussolini.

E’ l’ultima importante presa di posizione di Sceusa. La sua salute si aggrava e solo la carità degli amici e un sussidio che gli passa il partito gli consentono di tirare avanti sino al 21 giugno 1919, quando muore all’età di 68 anni.

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Sceusa negli ultimi anni

Presto viene dimenticato. A quei tempi ci sono cose ben più importanti a cui pensare, tuttavia chi non lo dimentica è la polizia politica. Ed è curioso che dopo aver dato tante preoccupazioni ai governi mentre era in vita, continui a darle anche da morto. Nel 1935 infatti, lo stesso anno della morte di Nasi, è tecnicamente ancora sotto sorveglianza e il Casellario Politico Centrale chiede al prefetto di Trapani Sergio Dompieri notizie su Sceusa lamentandosi che l’ultimo aggiornamento risalisse a più di vent’anni prima!

Questa è la storia di Francesco Sceusa. L’evoluzione dall’anarchismo duro e puro di Bakunin al riformismo di Bissolati, le avventure semiclandestine della gioventù, il contributo dato all’Internazionale dei lavoratori, l’impegno sociale in Australia, ne fanno sicuramente il socialista trapanese più famoso. Lasciamo agli storici il compito di approfondire il suo pensiero e le sue opere. Peccato che la sua Autobiografia di un altruista, scritta quando era in Australia, sia andata perduta. Crediamo di poter dire senza ipocrisie che il titolo rispecchiasse la sua personalità.

(CONTINUA…)

ADDENDUM – LOUISA SWAN

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STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – DECIMA PARTE

Sceusa contro Nasi

PRIMA PARTE – LA COMUNE DI PARIGI
SECONDA PARTE – L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA SBARCA A TRAPANI
TERZA PARTE – DA TRAPANI A SYDNEY
QUARTA PARTE – LA NAVE DEI DISPERATI
QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO
SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE
OTTAVA PARTE – UN VIAGGIO IN EUROPA
NONA PARTE – FAREWELL TO SYDNEY

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Leonida Bissolati, fondatore dell’Avanti!, con cui Sceusa ha collaborato per lungo tempo dall’Australia

Da Sydney Francesco Sceusa arriva a Napoli da dove si reimbarca per Trapani. Per uno di quegli strani incroci che il destino a volte riserva, arriva in città il 22 febbraio, del 1908 si intende, due giorni prima della sentenza finale dell’Alta Corte sul caso Nasi (link). Nonostante la salute precaria, lo stato d’animo non più combattivo come nei tempi andati, i problemi economici e la moglie che continua a dare segni di instabilità, si inserisce con decisione nel dibattito cittadino prendendo posizione contro la massima espressione del potere precostituito: Nunzio Nasi.

Aderisce prima al Partito Socialista Italiano (PSI), e, nel 1912, al Partito Socialista Riformista Italiano (PSRI), nato da una delle mille scissioni dei socialisti per mano di Leonida Bissolati che con Sceusa ha molte cose in comune, non ultima l’adesione alla massoneria. Ad unirli era anche l’avversione verso Nasi. Neanche il puritano Bissolati infatti sopportava gli intrallazzi del ministro trapanese ed era stato lui a fare scoppiare lo scandalo che anni dopo avrebbe portato all’estromissione di Nasi dalla Camera, operazione il cui regista sarebbe stato ancora una volta Bissolati.

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A Nasi il simbolo di partito non basta.  Per essere più riconoscibile nella scheda elettorale del 1913 fa mettere la sua fotografia

Le elezioni politiche del 1913 sono elezioni importanti, le prime col suffragio universale, anche se per ora solo maschile, e anche le prime con la massiccia partecipazione dei cattolici in seguito al patto Gentiloni (link Wikipedia). Tuttavia, come è facile immaginare, a Trapani la campagna elettorale è dominata dall’affaire Nasi. Se vi ricordate, nonostante venisse regolarmente eletto in parlamento, Nasi non riesce a entrarvi a causa dei noti problemi giudiziari, lasciando così Trapani senza nessun rappresentante alla Camera. Nasi però non demorde. Si ripresenta alle elezioni convinto che questa volta ce la farà. 

Per sconfiggerlo, il PSRI deve sostenere una personalità altrettanto forte e, a questo punto lo avete già capito, la trova in Francesco Sceusa. E’ in vigore, ricordiamolo, l’elezione diretta nel collegio uninominale e non ci sono altri candidati. In pratica uno contro uno e chi prende più voti viene eletto.

(CONTINUA…)

UNDICESIMA PARTE – GLI ULTIMI ANNI
ADDENDUM – LOUISA SWAN

STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – NONA PARTE

Farewell to Sydney

PRIMA PARTE – LA COMUNE DI PARIGI
SECONDA PARTE – L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA SBARCA A TRAPANI
TERZA PARTE – DA TRAPANI A SYDNEY
QUARTA PARTE – LA NAVE DEI DISPERATI
QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO
SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE
OTTAVA PARTE – UN VIAGGIO IN EUROPA

All’arrivo, i compagni di partito lo accolgono festosamente e per diversi giorni la stampa riporta orgogliosamente i dettagli del viaggio in Europa. Come dice lui stesso ormai è un uomo famoso, e “la colpa di aver fatto di una nullità un uomo famoso è del governo italiano“. Tuttavia la calorosa accoglienza non può cancellare i problemi che affliggono la Lega Socialista.

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William Holman. Al ritorno di Sceusa da Zurigo gli regala una pipa in segno di stima. E’ tra i fondatori del Labour Party.

La collaborazione coi partiti borghesi, rifiutata dalla Lega Socialista, spinge alla scissione alcuni esponenti che fondano il Labour Party. L’altro grosso problema è quello del razzismo che i socialisti australiani non vogliono abbandonare e che Sceusa chiama con disprezzo “bianchismo”.  La questione viene anche affrontata dal congresso londinese della Seconda Internazionale, che su iniziativa di Ewdard Aveling, compagno di Eleanor Marx, riconosce l’equiparazione tra i diritti dei lavoratori stranieri e quelli degli indigeni. E’ la posizione portata avanti con convinzione da Sceusa, ma non dalla maggioranza dell’Australian Socialist League che nel 1898 approva una mozione contro le razze che potrebbero abbassare il tenore di vita dei lavoratori australiani. “Il grido Proletari di tutto il mondo unitevi, non contempla l’esclusione dei lavoratori emigrati” dice Sceusa con amarezza, ma non c’è niente da fare. Sconfitto, dà le dimissioni dalla Australian Socialist League e non entra nel Labour Party dove si trovano molti suoi vecchi amici. “I suoi principi non sono i miei.” dice semplicemente e così l’anno successivo fonda l’International Socialist League

E’ un momento difficile per Sceusa. Il socialismo “nazionalista” australiano, da cui si è allontanato e che lo ha tanto deluso, aveva effettivamente migliorato le condizioni del lavoratore australiano, al contrario del lavoratore italiano a cui i parolai italiani non erano riusciti a dare un grammo di pane in più. 

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Umberto di Savoia, assassinato a Monza il 29 luglio 1900. Conseguenza della sua uccisione è la fuga all’estero di molti anarchici e socialisti

Dato che la Australian Socialist League non ha un grande seguito, Sceusa si limita ad accogliere e ad aiutare i vari esuli che dall’Italia arrivano verso la fine del secolo, come Quinto Ercole, che diventa il suo medico personale, Ferdinando Carlo Bentivoglio, nominato segretario della società di mutuo soccorso, Pietro Munari, stroncato a 33 anni da una cirrosi biliare e sulla cui lapide nel cimitero di Waverley i compagni fanno scrivere “Ha fatto quello che ha potuto”,  Emilio De Marco, Giuseppe Giovanardi e altri, e a corrispondere con numerosi giornali italiani come La Lega della democrazia, L’Isola, L’Italia del popolo, La Lotta di classe e l’Avanti!

Sono gli anni della disillusione. Le condizioni dei lavoratori migliorano, ma i lavoratori sono sordi al verbo socialista. Sceusa si rende conto che il lavoratore non aspira a eliminare il capitalismo, ma a diventare capitalista egli stesso e questo non fa che aumentare la sua tristezza.

L’ostracismo del vecchio partito socialista, l’ostilità delle autorità consolari della lontanissima Italia e l’inimicizia di gran parte della comunità italiana, ha un effetto deleterio sulla sua salute. Ha problemi al cuore e ai reni, ma le difficoltà logorano prima Louisa, che gli è sempre stata silenziosamente vicino, e che erroneamente crede di essere la causa dei problemi del marito. La salute mentale di Louisa peggiora e nel dicembre 1903, nel tentativo di mettere fine alla sua vita, si getta nelle acque gelide del fiume Parramatta. Viene salvata da un passante, ma i problemi sono solo all’inizio. A parte la salatissima multa che gli Sceusa devono pagare perché il suicidio è ancora considerato reato, a preoccupare è il deterioramento irreversibile delle facoltà intellettive di Louisa, diagnosticate dal dottor Fiaschi.

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L’Iron Cove Bridge, dal quale Louisa Swan si gettò nelle acque del Parramatta

Su ingiunzione della magistratura, viene ricoverata al manicomio di Gladesville, da cui esce dopo quattro mesi. La malferma salute di Sceusa peggiora ulteriormente fino a renderlo inabile al lavoro. Il Departments of Lands lo licenzia nel 1904 e lui non è nelle condizioni di trovare un’altra occupazione duratura. Il medico e amico Quinto Ercole lo va a visitare nel novembre 1907 lasciando questa testimonianza: “Trovai l’amico e compagno dei giorni migliori sdraiato in un sofà, nel piccolo drawing room di cui il mobilio più interessante è rappresentato da un tavolo su cui si accatastano giornali, carte mezzo scritte, quaderni zeppi di note, articoli in varie lingue incompleti, brani di giornali inglesi ed italiani, e due o tre dizionari sdruciti.  … Da circa diciotto mesi Francesco Sceusa passa le giornate in quella camera … è malato, molto malato… come medico io consiglio lo Sceusa di tornare nella sua patria.” 

Sceusa segue il consiglio dell’amico. Il 10 gennaio 1908 lo troviamo ancora una volta con la moglie sul molo di Sydney , stavolta con un biglietto di sola andata.

(CONTINUA…)

DECIMA PARTE – SCEUSA CONTRO NASI
UNDICESIMA PARTE – GLI ULTIMI ANNI
ADDENDUM – LOUISA SWAN

STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – OTTAVA PARTE

Un viaggio in Europa

PRIMA PARTE – LA COMUNE DI PARIGI
SECONDA PARTE – L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA SBARCA A TRAPANI
TERZA PARTE – DA TRAPANI A SYDNEY
QUARTA PARTE – LA NAVE DEI DISPERATI
QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO
SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE

Abbiamo lasciato Sceusa nel giugno 1893 sul molo di Sydney assieme alla moglie Louisa. Stanno per salire sul piroscafo Polynesien diretto a Marsiglia. Qualche anno prima a Parigi si era inaugurata la Seconda Internazionale, l’organizzazione che riunisce tutti i partiti socialisti del mondo e i lavori dell’Internazionale, proseguiti a Bruxelles, adesso si stanno spostando a Zurigo.

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Filippo Turati, padre del socialismo italiano

Sceusa è il delegato dell’Australian Socialist League, ma attenzione non solo di Sydney, bensì di tutta l’Australia. I compagni della lega socialista si offrono di pagargli il biglietto, ma Sceusa signorilmente rifiuta. Da Marsiglia, anziché dirigersi subito a Zurigo, va a Milano, dove incontra Filippo Turati e Camillo Prampolini, che l’anno precedente avevano fondato il partito socialista italiano. E’ il periodo dell’infuocato conflitto tra anarchici e socialisti e in questo contesto sono interessanti le confidenze che Sceusa fa a Prampolini. “In Italia” dice “io sarei ancora anarchico. Ma come potrei esserlo in Australia? Contro chi e perché dovrei predicare l’uso dei mezzi violenti in un paese dove noi, come tutti, possiamo riunirci quando vogliamo, tenere conferenze nelle piazze e nelle vie, fare quante associazioni ci aggrada, stampare tutto ciò che ci piace? Là, mi sono accorto che il nemico vero, il grande ostacolo, che occorre superare per l’attuazione dei nostri ideali non è il Governo tiranno, non è neppure la volontà dei capitalisti, ma è soprattutto il popolo, che non ci intende e non ci segue.”

L’anarchico è diventato socialista. E a Zurigo vota con la maggioranza l’espulsione degli anarchici. Il congresso è importante perché vengono istituiti il primo maggio, la giornata lavorativa di otto ore e altre cose che si trovano nei libri di storia. Sceusa anche lì non si stanca di lodare la terra adottiva arrivando a profetizzare che l’Australia sarebbe diventata “la prima nazione al mondo a conseguire l’emancipazione delle classi lavoratrici”.

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La nave passeggeri Armand Behic con la quale Sceusa e la moglie tornano a Sydney

Alla fine dei lavori Sceusa ne approfitta per andare a Trapani, da dove manca da sedici anni e dove viene ricevuto “con grandi manifestazioni di affetto“, degne di un grande leader di un paese lontano. Alcuni giornali riferiscono di diecimila persone e di un’orchestra di sessanta mandolini che lo accoglie, e della preoccupazione di Louisa Swan, non abituata alla “gioia pazza del popolo“. Non abbiamo modo di verificare l’autenticità del racconto, ma sicuramente Sceusa non è più il giovane clandestino che a Trapani sognava la Prima Internazionale.

A Trapani e in tutta la Sicilia in generale è il periodo dei Fasci Siciliani e Sceusa ovviamente invita i compagni a resistere alla repressione. Si ferma a Trapani qualche giorno e poi rientra a Sydney, sempre via Marsiglia, dove arriva il 7 novembre 1893.

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NONA PARTE – FAREWELL TO SYDNEY
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STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – SETTIMA PARTE

L’Australian Socialist League

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SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE

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Billy Hughes, primo ministro d’Australia dal 1913 al 1925, veniva dalla Australian Socialist League

Sceusa, dicevamo, torna a Sydney in un periodo di grandi cambiamenti. Tra il 1890 e il 1894 scioperano i lavoratori marittimi, i tosatori di pecore, i minatori. Le azioni, caotiche, tuttavia non ottengono nessun risultato e allora l’Australian Socialist League decide di affiancare l’azione politica agli scioperi.

Di politici che faranno carriera dalla lega ne usciranno diversi: William Holman, George Black e Billy Hughes sono i più famosi. Sceusa si colloca su posizioni più radicali, ma è in minoranza. E il fatto di essere italiano di certo non lo aiuta.

L’arrivo di molti emigrati aveva infatti causato i primi problemi di disoccupazione, novità assoluta per l’Australia. A un certo punto l’Australian Workman, giornale laburista, lo accusa di avere “maccheroni al posto del cervello” per aver difeso “quell’orda di sporchi rifiuti che dall’Italia infestano le sponde inglesi, […] subdoli bastardi che strisciano in questo paese per rubare all’operaio inglese il suo meritato guadagno e per offrire il loro lavoro a prezzi inferiori“. Come si vede, il vocabolario politico non è cambiato molto da allora…

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Tommaso Fiaschi con la divisa dell’armata australiana

Sceusa s’impunta e spalleggiato dall’Australian Socialist League, ottiene le scuse del giornale e il licenziamento dell’incauto redattore, Oswald Keatinge. Tuttavia la sua origine italiana sarà un bersaglio costante per i suoi avversari. Il Truth, giornale di Sydney, il 12 gennaio 1890, scrive che “nessun uomo può onestamente servire due paesi così diversi come Australia e l’Italia. Egli deve essere un traditore o dell’uno o dell’altro.” In realtà il Truth era stato ispirato da un gruppo di notabili italiani che considera Sceusa “il sudicio uccello che insozza il proprio nido“.

E’ solo un altro episodio della guerra per la leadership della della comunità italiana, da sempre divisa in due fazioni, quella “nazionalista” capeggiata da Tommaso Fiaschi, e quella “internazionalista” di Sceusa. La diatriba si conclude nel 1891 con l’espulsione di Fiaschi dal circolo democratico italiano, che vira così verso il socialismo. Una grande soddisfazione per Sceusa, ma una ancora più grande sta per arrivare. E’ il giugno 1893 e Sceusa assieme alla moglie è appena arrivato al molo di Sydney…

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OTTAVA PARTE – UN VIAGGIO IN EUROPA
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L’esilio di Orange

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QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO

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Molti emigrati italiani, non solo a Sydney, andavano in giro suonando l’organetto per guadagnarsi da vivere

Non è facile restare fedele ai propri ideali e mantenere buone relazioni con gli altri, e Sceusa lo sa bene. Un giorno gli ufficiali della Regia Marina della corvetta Caracciolo, in visita in Australia, osano proporgli un brindisi alla Regina Margherita, proprio a lui fervente repubblicano! L’incidente porta quasi al caso diplomatico, ma il governo del Galles del Sud, ancora subordinato alla aristocraticissima madrepatria inglese, lo difende e per questa volta per Sceusa non ci sono conseguenze.

Tuttavia è col resto della comunità italiana con cui Sceusa deve confrontarsi quotidianamente che è spesso ai ferri corti. Bersaglio delle sue invettive sono anche i suonatori di organetto viggianesi, vestiti come straccioni e che vanno in giro con l’immancabile scimmia sulla spalla. Questo fa crescere i pregiudizi degli australiani, che infatti ribattezzano le casette decrepite di Castlereagh Street, dove appunto vivono gli italiani, la Macaroni Row.

Altro nemico di Sceusa sono gli industriali italiani, che lo ha in antipatia proprio per le idee socialiste che potrebbero mettere in pericolo le attività imprenditoriali , tra cui il business di import-export. Sembra che costoro si siano rivolti a Tommaso Fiaschi, decano della comunità italiana di Sydney, perché chiedesse al Departments of Lands, dove Sceusa lavorava, di allontanarlo dalla città.

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La figura di Sceusa è stata riscoperta solo recentemente. Il suo nome non compare infatti nel libro di Jim McIllroy pubblicato nel 2003

Non sappiamo quanto ci sia di vero in tutto ciò, ma fatto sta che nel 1885 il Department of Lands lo trasferisce effettivamente in un “ruvido, semidiboscato paese” 250 km a ovest di Sydney, dove “non c’era un italiano per cento miglia all’intorno col quale poter scambiare una parola.”

Era la cittadina di Orange. E il trasferimento segna, tra le altre cose, anche la fine dell’Italo-Australiano dopo sette mesi di intensa attività. Questo però non basta a fermare la verve polemica di Sceusa, che scrive al giornale Australian Star per lamentarsi di un articolo, Italians in Sydney, giudicato offensivo.

“Questa terra recentemente scoperta non è emersa dal fondo dell’oceano ad esclusivo uso e beneficio di una sola razza” scrive Sceusa, difendendo il diritto degli altri popoli ad emigrare.

Ma, a parte qualche sporadica polemica, in quel posto sperduto non c’è molto da fare. Sceusa ha molto tempo per pensare e proprio mentre riflette in solitudine sulla mancanza di una coscienza internazionalista nella società australiana, ecco a un tratto che l’Australia scopre i movimenti socialisti. Tra il 1885 e il 1887 nascono una dopo l’altra la Allgemeiner Deutscher Verein ad Adelaide, l’Anarchist Club e la Verein Vorwärts a Melbourne, e l’Austrlian Socialist League a Sydney. E’ proprio a quest’ultima che Sceusa si iscrive nel 1890, anno in cui finalmente ritorna a Sydney dopo cinque lunghissimi anni passati a Orange.

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SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE
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L’Italo-Australiano

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TERZA PARTE – DA TRAPANI A SIDNEY
QUARTA PARTE – LA NAVE DEI DISPERATI

Sceusa, lo abbiamo capito, è molto impegnato nella vita sociale di Sydney. Le cronache raccontano che alla morte di Garibaldi organizza un commemorazione a cui partecipano ben diecimila persone. Fonda inoltre la Italian Benevolent Society, società di mutuo soccorso per gli immigrati italiani in difficoltà. Ma Sceusa pensa anche a chi rimasto in Italia e riesce a raccogliere 6500 lire da destinare alle vittime del devastante terremoto di Ischia del 1883. 

E infine non dobbiamo dimenticare la Italian Working Man’s Benefit Society, una sorta di sindacato dei lavoratori italiani, e il tentativo, non riuscito, di formare una cellula dell’Internazionale Socialista assieme ad altri esuli francesi e italiani.

Italo-Australiano

Prima pagina del quinto numero dell’Italo-Australiano ( credits: Francesca A. Musicò )

Ma l’iniziativa che lo rende popolare pure al di fuori di Sydney è la fondazione dell’Italo-Australiano, primo giornale in lingua italiana stampato in Australia. 

Lo scopo del giornale è “di promuovere gli interessi della Colonia italiana d’Australia, tenerne alto il prestigio e rendere noti all’Italia i suoi bisogni e sentimenti; tenere desto l’affetto dell’elemento italiano di queste regioni per la terra natia, conciliandolo per l’affetto con la patria adottiva; promuovere relazioni amichevoli e commerciali fra l’Italia e l’Australia, guidare i nuovi arrivati, ignari della lingua e costumi locali, in modo che l’Italia non abbia ad arrossire d’aver dato loro la vita e l’Australia non abbia a pentirsi di averli ospitati; instigare certe classi dei nostri compatrioti al lavoro, stigmatizzare l’ozio e il vizio e lodare la virtù e l’operosità; tenere gli italiani di Australia al corrente degli eventi che accadono nella madre patria, e la stampa italiana di ciò che avviene agli antipodi; finalmente suggerire delle riforme.” 

 

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Le celebrazioni per la morte di Garibaldi sono l’ultimo grande evento tenutosi al Garden Palace di Sydney. Pochi mesi dopo l’edificio verrà distrutto da un devastante incendio

La vita del giornale, che diventa il centro culturale della comunità italiana d’Australia, è abbastanza movimentata. E’ infatti anche un giornale socialista, anzi è il primo giornale socialista d’Australia, il suo motto è “Tutto col lavoro, nulla senza lavoro, tutto del lavoro”, e questo causa ogni tanto qualche inconveniente.

Una notte degli ignoti entrano al giornale, ma non rubano niente. Al giornale pronto ad andare in stampa, viene semplicemente aggiunto un inserto derisorio in cui si annuncia la nomina di Sceusa a Cavaliere della Corona, assieme all’invito che il neo-cavaliere faceva agli amici per una bevuta in birreria.

Non sarebbe una grande minaccia alla vita del giornale, se fosse solo una goliardata, ma non lo è. E infatti a un certo punto dopo la pubblicazione di soli sei numeri l’Italo-Australiano è costretto a chiudere. Nessun intervento, di polizia, nessun problema economico, è semplicemente che Sceusa, per cause di forza maggiore, è stato costretto a lasciare Sydney….

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SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
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ADDENDUM – LOUISA SWAN