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LA DINASTIA DEGLI ODDO

Una volta la via Villanova era una area disabitata. Al massimo c’erano delle porcilaie e infatti era conosciuta come la Strada Porci. Questo la rendeva un luogo perfetto per giocare a pallone indisturbati, anche perché di campi sportivi non ce n’erano molti a Trapani, anzi, a parte il Campo degli Spalti, c’era solo il Campo Nozzo.

1948. Una partita al Campo Nozzo

1948. Una partita al Campo Nozzo

In realtà, quest’ultimo era un deposito di carbone lungo la litoranea, pressappoco dove ora c’è la caserma dei Carabinieri. D’estate il deposito era vuoto e quindi poteva essere usato come campetto. C’era l’inconveniente che si usciva dal campo tutti neri, ma bastava un tuffo a mare e si ritornava puliti.

A quei tempi tra i ragazzi che frequentavano la Strada Porci e il Campo Nozzo c’erano tre fratelli, Titta, Giuseppe Amilcare e Giovanni Cesare Oddo, che oltre al calcio praticavano l’atletica leggera, in particolare il salto triplo, sport allora quasi sconosciuto in città. Scavarono loro stessi a mani nude il primo fosso per i salti.

I due fratelli più grandi, Titta e Giuseppe Amilcare, erano molto bravi. Giuseppe Amilcare divenne anche primatista siciliano, ma furono entrambi superati da Giovanni Cesare che nel salto triplo divenne littore d’Italia. Non gareggiò alle Olimpiadi di Berlino 1936, dove aveva ottime chance di vincere una medaglia, solo perché l’Italia decise di non iscrivere nessuno nella specialità.

Giovanni Cesare Oddo al Campo degli Spalti nell'anno settimo dell'era fascista

Anno settimo dell’era fascista. Giovanni Cesare Oddo al Campo degli Spalti

Giovanni Cesare è anche il padre di Francesco Oddo, allenatore di calcio, e il nonno di Massimo Oddo, terzino della squadra campione del mondo nel 2006, ma di questo parleremo un’altra volta. Giovanni Oddo morì a Trapani il 12 febbraio 2009. L’indomani su La Sicilia Franco Auci lo definì il più grande sportivo trapanese di tutti i tempi.

GIANLUCA NASO

Interrompiamo momentaneamente le storie di pirati e corsari per dare spazio ad una notizia che, confessiamo,  ci mette un po’ di tristezza. 

Naso_2Frascone Mascolone, lettore e, di fatto, collaboratore del blog, ci scrive poche righe per informarci che il tennista Gianluca Naso, detto Giallo, ha deciso di appendere la racchetta al chiodo.

Giocatore talentuoso, dotato di un fisico imponente alla Gigi Buffon, cui tra l’altro assomiglia, ha avuto una folgorante carriera juniores raggiungendo la diciannovesima posizione a livello mondiale, e tutti gli avevano pronosticato una folgorante carriera tra i professionisti. Le promesse però non si sono mai realizzate in pieno. In carriera ha vinto nove tornei ATP: a Caltanissetta (2008), San Benedetto del Tronto (2012), Santa Margherita di Pula (2014 e tre volte nel 2015), Mallorca (2015), Umag in Croazia (2015) e Bergamo. Ha vinto anche la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Pescara del 2009.

Naso_1In doppio ha vinto a Genova (2008, in coppia con Walter Trusendi), Todi (2008, ancora con Trusendi), Reggio Calabria (2010, con Andrea Arnaboldi), Meknes in Marocco (2013, con Alessandro Giannessi), Santa Margherita di Pula (tre successi nel 2014 con tre partner diversi: Francesco Borgo, Salvatore Caruso e Omar Giacalone). Con Matteo Marrai ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 2009.

Nel 2012, al top della carriera, ha raggiunto la posizione 175 nella classifica mondiale.

Frascone Mascolone, che di tennis ne capisce, dice che aveva un buon servizio, un gran dritto, un eccelso rovescio a una mano e un’ottima visione di gioco. Gli è mancata un po’ l’autoconvinzione necessaria per arrivare ad essere un top player anche tra i pro. Lo stesso Mascolone l’avrebbe visto volentieri in coppa Davis in coppia con Fognini, per lungo tempo suo compagno d’allenamento.


Qualificazioni degli Australian Open 2012. Gianluca Naso sconfigge Matt Reid dopo più di tre ore di battaglia

Il post su Facebook in cui Gianluca annuncia il ritiro, lo potete leggere a questo link.

Che dire, a nome del RT ringraziamo Gianluca per le emozioni che ci ha regalato e, dato che intraprenderà la carriera di allenatore in città, gli facciamo un grosso in bocca al lupo, sicuri che alla sua scuola tennis si formeranno degli sportivi di livello internazionale. Resta solo una domanda: nel frattempo chi prenderà il suo posto come testimonial del tennis trapanese?