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MA SEI ASINO?!

asini_panteschiLo sceccu, soprattutto quello di Pantelleria, grande amico dell’uomo e migliore animale da trasporto. Purtroppo lo spopolamento delle campagne e la meccanizzazione dell’agricoltura lo hanno ormai praticamente  messo da parte.

Lo sceccu forse è scomparso, o sta scomparendo, ma il suo posto nella cultura popolare non è in pericolo.

Nelle carte siciliane, ad esempio, il nove è rappresentato da un cavallo dall’aspetto molto simile ad un asino. Ed infatti è chiamato sceccu, e nel gioco dello sceccareddu chi rimane con questa carta perde.

Nove di coppeSceccu, o sceccu patentato, testa ri sceccu è come dire “zuccone!” a qualcuno e deriva dai tempi della conquista araba quando, si dice, gli sceicchi andavano in giro sui somarelli invece che a cavallo…

Esistono tantissimi altri modi di dire incentrati sullo sceccu. Eccone alcuni:

Quannu u sceccu un moli vivire a vogghia fiscari!
(lett.: quando l’asino non vuole bere, è inutile fischiare)
Espressione di seccata rassegnazione dopo diversi tentativi non andati a buon fine.

A lavari a testa o sceccu si perdono acqua tempu e sapuni.
(lett.: se lavi la testa all’asino perdi acqua, tempo e sapone)
Come sopra, invito a non perseverare in inutili tentativi.

E ‘nutili, u sceccu ave a trasiri pa cura.
(lett.: è inutile, l’asino deve entrare per la coda)
Irritato commento in presenza di comportamento contrario al buon senso, come quello che vuole far entrare l’asino nella stalla a marcia indietro.

Attacca o sceccu unni voli u patruni.
(lett.: attacca l’asino dove vuole il padrone)
Suggerimento di comportamento opportunistico.

U sceccu porta a pagghia e u sceccu si la mancia.
(lett.: l’asino porta la paglia e l’asino se la mangia)
Commento ironico su chi si riappropria del proprio apporto.

U sceccu unni cari s’aisa.
(lett.: l’asino dove cade, si rialza)
Incoraggiamento rivolto a chi è stato colpito da un evento negativo.

Aaaraciu, unni vai cu sceccu?
(lett.: piaaano, dove vai con l’asino?)
Fermati subito che stai sbagliando di grosso.

Aviri u sceccu sutta e circari u sceccu.
(lett.: avere l’asino sotto e cercare l’asino)
Ironico commento su chi non riesce a trovare qualcosa che ha già a portata di mano.

Appizzarici u sceccu cu tutti i carrubbi.
(lett.: perdere l’asino con tutte le carrube)
Perdere tutto, rimanere sul lastrico.

Arrivau u sceccu ‘o funnacu!
(lett.: è arrivato l’asino al fondaco)
Sferzante rimprovero rivolto a chi entrando in un luogo non abbia salutato i presenti.

Sceccu ri senia (lett.: asino di senia) o sceccu chi firrìa (lett.: asino che gira) è un modo per dire instancabile lavoratore.

Scicchignu (lett.: asinino) indica il tipo superdotato.

Culuri panza ri sceccu, cioé grigio.

Curiosamente, a scecca, è l’assegno, e deriva dall’inglese cheque.

Non dimentichiamo che allo sceccu è dedicata una delle canzoni popolari più conosciute. Eccola qui in versione moderna.

Buon ascolto!!

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COPPA AMERICA E LEGGENDE METROPOLITANE

C’é chi crede che l’uomo non sia mai andato sulla luna, c’é chi crede che l’11 settembre 2001 nessun aereo abbia colpito le torri gemelle, c’é chi crede che Elvis sia ancora vivo o che Paul Mc Cartney sia morto e infine c’é chi crede che la Coppa America e la cittá di Trapani non abbiano niente a che fare.

Di solito non mi occupo di teorie di complotto, ma almeno su quest’ultima un po’ di chiarezza si deve fare.

Il treofeo dell'America's Cup a Erice, foto vera o abile fotomontaggio?

Il trofeo dell’America’s Cup a Erice. Foto autentica o abile fotomontaggio?

L’America’s Cup é la piú antica competizione velica del mondo a cui partecipano solo due squadre, i vincitori dell’edizione precedente, nel mondo della vela chiamati defender, e gli sfidanti, i cosidetti challenger.

Se volete conoscere la storia della America’s Cup vi rimando ai siti specializzati, peró fatemi ricordare qui uno dei suoi pionieri, Sir Thomas Lipton, che, laddove ormeggiava il suo yatch, portava una bevanda fino ad allora quasi sconosciuta, il té, e assieme a questo anche un gioco da poco inventato nel suo paese e che diventerá presto lo sport piú diffuso al mondo, il football. I suoi affari lo portarono anche in Sicilia, dove non si fece sfuggire l’occasione di fondare un torneo che portó il suo nome. Ne abbiamo giá parlato brevemente qui. Incredibile, quanto é piccolo il mondo…

Purtroppo Sir Thomas non riuscirá mai a sollevare l’ambito trofeo.

Tra amici - The American Sportsman: "Se non possiamo tenervi entrambi, preferiremmo perdere la Coppa che perdere Voi, sir Thomas"

The American Sportsman. La didascalia: “Se non possiamo tenervi entrambi, preferiremmo perdere la coppa piuttosto che perdere Voi, Sir Thomas”

Fino al 1983 c’era un solo sfidante per il team campione in carica. Dal 1983 invece gli apiranti sfidanti sono piú di uno e quindi é necessaria una serie di regate preliminari per stabilire chi deve affrontare l’equipaggio campione. E’ nata la Louis Vuitton Cup.

Si arriva cosí al 2003 quando l’America’s Cup é vinta per al prima volta da un equipaggio europeo, ma curiosamente di nazionalitá svizzera, nazione che non ha nemmeno uno sbocco sul mare. E’ un bel problema. Di solito le regate sono ospitate dalla nazione detentrice del titolo. Adesso non si puó certo organizzare una competizione cosí prestigiosa nel lago di Ginevra!!

E allora Alinghi, questo il nome del team campione, sceglie Valencia come sede per l’America’s Cup. Per quanto riguarda la Louis Vuitton Cup viene deciso di assegnarla non solamente tramite regate match race, ovvero uno contro uno, come fatto fin allora, ma tramite una lunga serie di regate, chiamati Acts, anche di flotta durante i tre anni dal 2004 al 2007, regate che si svolgono in diverse parti d’Europa: a Marsiglia, a Malmö, nella stessa Valencia e, nel 2005, a Trapani. Sono gli Acts 8 e 9 della Louis Vuitton Cup, che sará vinta dagli Emirates Team New Zealand sconfitti poi da Alinghi nelle acque di Valencia.

Testimoni oculari, fotografie, filmati, trasmissioni televisive, wikipedia, giornali d’epoca, gli skipper, tutto il personale delle imbarcazioni e semplici appassionati di vela non lasciano scampo: le regate che si svolsero a Trapani nel 2005 facevano realmente parte dell’America’s Cup, la cui finale si svolse a Valencia nel 2007.

30 settembre 2005: Luna Rossa contro Victory Challenge

30 settembre 2005: Luna Rossa incrocia le vele contro Victory Challenge

L’organizzazione dell’evento portó a Trapani, é proprio il caso di dirlo, una barca di soldi per ristrutturare il porto e abbellire la cittá. Si parla di 45 milioni di euro. Soldi che sarebbero dovuti servire per realizzare i lavori, ma che invece sarebbero finiti nelle tasche di uomini d’affari, mafiosi, politici e burocrati. Nel 2013 l’operazione Corrupti Mores portó alla luce un diffuso malcostume e al sequestro di 30 milioni di euro a due imprenditori trapanesi che, con l’appoggio di Matteo Messina Denaro, si sarebbero aggiudicati i maxi appalti senza concludere i lavori o portandoli a termine con materiali scadenti.

Chissá come spiega questa inchiesta giudiziaria chi nega l’esistenza della America’s Cup a Trapani?

Le Poste Italiane hanno pure emesso un francobollo per l’occasione.

Francobollo_Luois_Vuitton
Anche loro parte del complotto?

GRANDEUR SICILIANA NEL SETTORE DELLE INFRASTRUTTURE

Da tanti anni si fa un gran parlare del Ponte sullo Stretto di Messina.

Dovrebbe collegare la Sicilia all’Italia, e viceversa, in modo piú rapido, comodo ed economico rispetto all’attuale sistema di traghetti. Si trovano giá fiumi di parole sull’argomento e quindi oggi si parliamo solo delle altre opere, molte, non meno importanti, ma che non ricevono la stessa attenzione dai mass media.

ponte sullo stretto

Come dovrebbe apparire il Ponte sullo Stretto


Una é la TAV. Tutti conoscono la Torino-Lione, in linguaggio burocratico l’asse ferroviario numero 6 della Rete di trasporto trans-europea (TEN-T), ma non tutti sanno che ci sono altri corridoi in Europa. Uno é il corroidoio numero 1 che taglia l’europa longitudinalmente da Berlino fino ad arrivare a Palermo. Ma una volta che l’alta velocitá arriva a Palermo che vuoi fare, non si puó estendere la linea di un altro centinaio di chilometri fino a Trapani? E’ quello che deve aver pensato Elio Vito, storico e strettissimo collaboratore di Berlusconi, che nel 2008, quand’era Ministro per i Rapporti con il Parlamento, rispose testualmente ad una interrogazione parlamentare (link)

Il Ministero delle infrastrutture, al fine di dare un senso compiuto al completamento della dorsale del corridoio europeo 1, che congiunge Berlino al centro del Mediterraneo, ritiene opportuno provvedere, oltre Palermo, alle opere per il miglioramento della linea ferroviaria fino a Trapani

Qualche tratto in Sicilia é stato anche costruito, ma le solite lentezze dal lato tedesco stanno rallentando il progetto.

Treno-più-veloce-del-mondo

Il treno Tokyo-Nagoya, il piú veloce del mondo (finora)

Un’altra opera ancor piú faraonica é stata generata dalla fantasia di Totó Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, attualmente in carcere per favoreggiamento. Siccome c’é molto di piú in comune con l’Africa che con l’Europa l’idea era quella di costruire un tunnel tra i due continenti, un po’ come quello sotto la Manica, che avrebbe dovuto collegare Sicilia e Africa piú o meno tra Mazara e  Al Huwariyah in Tunisia. Idea non sbagliata ma troppo futuristica che é stata abbandonata dopo i noti problemi giudiziari di Cuffaro.(link sul sito della Regione Sicilia, link all’articolo di Repubblica)

Il percorso del tunnel Tunisi Mazara

Il percorso del tunnel Tunisi Mazara

Insomma, alla fine ci dobbiamo accontentare ancora del vecchio, comodo e affidabile treno. 

Ma quanto sono veloci i treni in Sicilia? Una indagine del Codacons del 2004 mette a confronto il viaggio a cavallo del generale Farace che nel 358 a.C. andó da Agrigento a Siracusa (307 km) per prevenire lo sbarco di Eraclide con lo stesso tragitto fatto in treno ai giorni nostri. Plutarco ci racconta che Farace impiegó una intera notte, non di piú del treno 2800 anni dopo (link).

E andare da Caltanissetta a Trapani é ancora piú complicato, come si legge nel bel reportage del sito LINKIESTA (link).

Ma attenzione, non é finita: a Trapani per i treni si preannunciano tempi duri. Sta arrivando la trazione animale! (link) La proposta é stata successivamente (parzialmente) smentita dal sindaco Vito Damiano (link). Sensibilitá verso gli animali o idea ancora troppo avveniristica?

UN PO’ DI STATISTICHE

Fine anno. Tempo di bilanci, anche per il Rumpiteste.

In circa un anno e mezzo di vita più il blog è stato visitato circa 6300 volte. Circa il 70% dei visitatori arrivano dall’Italia, il 30% dall’estero.

La diffusione del Rumpiteste nel mondo

La diffusione del Rumpiteste nel mondo

Nelle metropoli orientali di Hong Kong e Tokyo o nei mari ghiacciati dell’Alaska, nel deserto del Sahara o nelle sconfinate steppe siberiane, nelle romantiche capitali dell’Europa dell’est o nell’intricata foresta amazzonica, si possono ormai trovare lettori del Rumpiteste. Anche il maestoso Hanka Taranga dall’Isola di Pasqua è tra questi.

Gli iscritti al blog sono 18. Gli articoli pubblicati sono stati 39, anzi 40 contando anche questo. Quello più visitato è “4 CAROGNE A MALOPASSO – TRAMA“, 620 visite, mentre “I CRASTUNA” è quello che ha ricevuto più commenti, 10. In totale i commenti sono stati 137, di cui un terzo circa i miei. Il commentatore più assiduo è testadaci, 16 commenti, e tutti pertinenti!!

Per finire un piccolo regalo. Sapete perchè il blog si chiama così?
A Trapani alla fine dell’Ottocento si pubblicavano tanti giornali. Uno era proprio LU RUMPI TESTI. Io ho semplicemente copiato, storpiandolo leggermente, il nome del giornale.

1899 LU RUMPI TESTI

Collezione Antonino Perrera – Archivio fotografico Beppino Tartaro

Buon Anno e ci rivediamo nel 2014 per tante nuove incredibili avventure!