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LE VOGLIE

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La voglia sulla fronte di Mikhail Gorbachov

Al diavolo yoga, meditazione, corsi preparto e altro. Per una gravidanza senza problemi basta affidarsi alla sapienza delle esperte donne trapanesi. Figuratevi che in passato ai medici era addirittura vietato assistere alle nascite…

Ci sarebbero tante cose da dire, ma oggi concentriamoci sulle voglie. Se la donna incinta ha un particolare desiderio bisogna assolutamente accontentarla, altrimenti nei casi più gravi si rischia l’aborto. In quelli più lievi, se la donna si gratta, l’immagine della cosa desiderata può imprimersi nel feto. Per questo le è fatto divieto di grattarsi, e se proprio non può resistere, è meglio farlo in un punto non in vista, come l’interno coscia, almeno la macchia spunterà lì.

Per quanto si può, si evita di far giungere qualsiasi odore alle narici della gravida, e se proprio ne giunge uno, il marito, i parenti, i conoscenti si affrettano immediatamente a soddisfare la richiesta. E non importa se si tratta di mandarini ad agosto o fragole a dicembre e non importa neanche se la gravida rifiuta, è il bambino che lo chiede.

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Le conseguenze del prurito

Si raccontano pure alcune storie oggettivamente poco verosimili, come quella della signora colta dalla voglia di mangiare intonaco del muro, ovviamente subito accontentata. O di quella presa da un forte desiderio di bere benzina. Purtroppo per lei era sera e i benzinai erano chiusi. Finì col marito che citofonò a casa del benzinaio col bidoncino in mano. Oppure di quella signora che camminando per strada passò davanti ad un balcone da cui usciva un fortissimo odore di pesci fritti. Travolta dal disio bussò, ma purtroppo in casa avevano già finito di mangiare e si dovette accontentare delle lische recuperate dalla spazzatura.

In realtà qualsiasi tipo di macchia congenita sulla pelle del bebè è di natura vascolare. Le voglie di color fragola per esempio sono formate dall’accumulo di vasi sanguigni sotto pelle, emangiomi capillari in gergo medico; le voglie scure invece, dette di caffè o caffelatte, sono dovute a una maggiore concentrazione di melanina. Le superstizioni popolari in questo caso sbagliano, ma nel dubbio non grattatevi!

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BICCHIRATE

Ogni trapanese, e in questo non c’è differenza col resto dei siciliani, si sente un dottore. A chi non è capitato infatti, visitando un amico o un parente malato, di criticare la terapia del medico e di suggerirne una migliore? E tra il consiglio disinteressato di un amico che vi conosce da una vita e quello di un medico, laureato, ma pur sempre estraneo, voi a chi dareste retta?

I bicchieri vuoti di Nutella sono perfetti per una bicchirata

Un bicchiere vuoto di Nutella, il più adatto per fare le bicchirate

Molto al riguardo ci è stato raccontato da Giuseppe Pitré nella sua Medicina popolare siciliana, un vero e proprio trattato di sociologia più che di medicina, ma non è di questo che vogliamo parlarvi oggi. Oggi parliamo di un rimedio per i dolori muscolari, rivolto soprattutto a chi ha mal di schiena.

Vi servono soltanto un bicchiere di vetro, una moneta, un po’ d’olio d’oliva e un fazzoletto di stoffa. E siccome la schiena è difficile da raggiungere, chiedete a un amico di improvvisarsi infermiere. Se avete già un amico che si è prestato a fare da cavia per farsi fare il malocchio (link) non sarà difficile chiedergli il favore di  aiutarvi a fare le bicchirate.

Basta avvolgere il fazzoletto attorno alla moneta e legarlo con un po’ di spago in modo che la moneta non cada fuori. Alla fine l’aspetto ricorda un po’ il sacchettino dei confetti. Si immerge quindi la miccia, cioé la parte del fazzoletto non a contatto con la moneta, nell’olio.

Quando la fiamma si spegne per mancanza di ossigeno, il gas all'interno del bicchiere si raffredda contraendosi

Dopo aver bruciato tutto l’ossigeno, la candela si spegne, causando il raffreddamento del gas e la diminuizione della pressione all’interno del bicchiere. L’aria all’esterno si trova a una pressione maggiore e quindi “spinge” l’acqua all’interno. Lo stesso principio è alla base delle bicchirate

Adesso il vostro amico infermiere non deve far altro che accendere la miccia e poggiare il fazzoletto acceso sulla parte che vi fa male coprendo subito il tutto col bicchiere facendo aderire bene il bordo con la pelle.

La fiamma si spegne praticamente subito e la pelle sotto al bicchiere viene “risucchiata” dando un immediato senso di sollievo, quasi come un succhiotto, ma senza lasciare tracce. L’operazione si può ripetere in diverse parti avendo cura ogni volta di ribagnare con l’olio la miccia del fazzoletto.

C’è chi dice che sia un rimedio infallibile per tutti i problemi muscolari, indolenzimenti, contratture e altro. Noi però vi consigliamo di andare lo stesso dal medico, non perché non ci crediamo, ma perché rischiate di bruciare la casa o, peggio ancora, di trasformarvi in una torcia umana.

LA PIGGHIATA D’OCCHIO (2)

Il sale grosso, prezioso alleato contro il malocchio

Il sale grosso, prezioso alleato contro il malocchio

Nell’articolo precedente (link) abbiamo raccontato come si toglie il malocchio, ma come si può evitare di prenderlo?

La prevenzione, come in tutte le cose, è fondamentale. Quindi evitiamo di frequentare le persone che “a pelle” non ci piacciono. E poi preserviamo la nostra casa facendola benedire e lavando i pavimenti con acqua e sale. Una ulteriore protezione è data un sacchettino di sale grosso da tenere in tasca o appeso al collo. Anche l’alimentazione è importante:  un abbondante piatto di pasta con l’aglio tiene lontano tutte le cattive influenze. C’è anche chi consiglia di bollire le mutande in acqua e sale. E se questo non bastasse, allontanate il malocchio col gesto delle corna, o ancora meglio, con quello della fico (link) e toccatevi spesso i genitali.

Ma se per qualche vostro motivo siete invidiosi e rancorosi e volete pigghiare d’occhio qualcuno che vi sta antipatico, come si fa?

Anche una dea potente come Inanna nulla ha potuto contro la pigghiata d'occhio

Anche una dea potente come Inanna è rimasta vittima della pigghiata d’occhio

Senza incrociare braccia, gambe o altro, raccogliete tutto il vostro odio, tutta la vostra rabbia, tutta la vostra frustrazione, tutto il rancore che serbate nei confronti di una persona. Concentratevi sul centro della fronte, il terzo occhio, perchè è questo il più potente canale energetico e liberate tutto, concentrando lo sguardo sul vostro obiettivo. Ovviamente esercitatevi prima, ma mai davanti allo specchio, rischiate di maledirvi da soli. Al massimo se avete un amico, e se è un vero amico, fategli fare da cavia, tanto sapete come si toglie.

Poi quando vi sentite abbastanza sicuri, incontrate il vostro obiettivo e fissatelo per almeno 5 lunghissimi secondi in silenzio. E se la persona se ne accorge, tanto meglio, ricambierà lo sguardo permettendovi di arrivare direttamente in fondo all’anima… Quando siete abbastanza bravi potete pigghiare d’occhio le persone mentre parlate, anzi mentre elogiate la persona che volete colpire. E anzi, più sperticati saranno gli elogi, meglio è… “Come ti trovo beeene, quanto sei cresciutooo, mi sembri ringiovanitaaa”

Attenzione però al malocchio di ritorno, che si può verificare se la vittima ricambia il vostro sguardo. Si dice che una protezione sia l’amuleto chiamato i pentacoli di Marte, il dio della guerra. E infatti vi aiuta a sconfiggere i nemici.

Ora che sapete tutto sulla pigghiata d’occhio, usate con parsimonia i vostri poteri perché le conseguenze possono essere anche letali. La tradizione mesopotamica racconta che Inanna, o Ishtar, dea della fertilità venne uccisa proprio con lo sguardo. A quanto ne sappiamo è il primo caso di malocchio della storia. Lo ripetiamo: siate cauti…

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I rituali scaramantici non conoscono confini. Anche Lino Banfi ne sa qualcosa…

LA PIGGHIATA D’OCCHIO (1)

Cos’è la pigghiata d’occhio? Una preghiera, un rimedio utile o una superstizione? Un rito religioso? Oppure una ciarlataneria? Forse è solo un ottimo esempio di medicina stregonesca…

A tutti è capitato di avere un mal di testa improvviso, anche se fino a un minuto prima eravamo perfettamente in forma. Ebbene, potrebbe essere un sintomo della pigghiata d’occhio. Altri sintomi sono la sensazione di svogliatezza, frustrazione, insonnia, irrequietezza. Se il dottore non è riuscito ad aiutarvi, per accertarvene non avete che da fare la pigghiata d’occhio. Fatevela fare da chi ne ha già fatte altre, come le anziane ed espertissime donne siciliane. Chiameremo per comodità ‘za Marietta la donna che fa, ovvero toglie, la pigghiata d’occhio.

Il rituale della pigghiata d'occhio

Il rituale della pigghiata d’occhio

Una procedura standard è la seguente:

Posizione iniziale: il paziente è seduto su una sedia, senza né gambe né braccia né nient’altro incrociato. La ‘za Marietta tiene vicino a sè del sale e una tazzina con un po’ d’olio. Mette un pezzo di stoffa sulla testa del paziente, e sulla stoffa una bacinella piena d’acqua. Quindi comincia a recitare il Padre Nostro, l’Ave Maria o qualche altra razione, cioé una orazione o una invocazione, e, dopo aver bagnato un dito nell’olio, ne lascia cadere alcune gocce nella bacinella, senza farle sovrapporre. A questo punto se le gocce rimangono compatte significa che non si è stati pigghiati d’occhio e basta un Moment ® per risolvere il problema. Se invece le gocce si espandono e si dividono in altre più piccole, fino a dissolversi, significa che si ha il malocchio.

Per toglierlo la ‘za Marietta prende il sale e lo fa cadere in quattro punti del piatto, come a formare una croce, mentre pronuncia per tre volte “Padre Figlio e Spirito Santo”. Dopo mette un dito nell’olio, lo ricopre di sale, tocca ripetutemente le tempie del malato e ne “spreme” la testa prima con una mano sulla fronte e l’altra sulla nuca, poi con le due mani sulle tempie. Anche questo ripetendo diverse volte la formula:

Occhio malocchio pigghiata d’occhio
nesce u malocchio e trase u bonocchio
Sinni va pa so via
cu Gesù, Giuseppe e Maria

A questo punto si deve buttare l’acqua, ma non in casa, quindi niente lavandini o gabinetti, va buttata dal balcone, o comunque fuori dall’uscio, dicendo:

Acqua e sale pi li mari
acqua e sale pi cue ni vole male

E’ tutto. In altre varianti si può scoprire chi ha fatto il malocchio. In altre ancora si lava la testa del malato con il latte, o si cosparge il corpo con unguenti di erbe particolari, quella descritta è solo la versione base. Molte persone però sono pronte a giurare che funziona!!

(seconda parte qui)