STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – QUARTA PARTE

La nave dei disperati

PRIMA PARTE – LA COMUNE DI PARIGI
SECONDA PARTE – L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA SBARCA A TRAPANI
TERZA PARTE – DA TRAPANI A SYDNEY

Adesso la rivoluzione socialista non sembra più così vicina.  Sceusa, che si ricorda bene le difficoltà incontrate all’arrivo in città, mette a frutto la sua esperienza di immigrato per aiutare il prossimo, specialmente gli altri italiani.

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La nouvelle France, terra promessa dal marchese de Rays

La sua buona volontà però viene messa a dura prova nel 1881 quando al porto di Sydney attracca una nave carica di disperati. Erano stati convinti a lasciare l’Europa dal nobile francese Charles Marie Bonaventure du Breil, marchese de Rays, che dopo la caduta di Parigi nel 1870, voleva restaurare la grandeur francese, e lo fece autoproclamandosi re della Nuova Francia. Al prezzo di 1800 franchi, convinse molte persone a lasciare tutto e partire per il nuovo stato che si trovava, assicurava lui, dalle parti del Pacifico. In cambio avrebbero avuto 20 ettari di terreno e una casa di quattro stanze, oltre al clima mite e alle altre meraviglie che la nuova terra promessa avrebbe offerto.

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Emma Coe finanziò e aiutò i derelitti del marchese de Rays e per questo venne chiamata la “Regina della Nuova Guinea”

Tra il 1880 e il 1881 quattro navi, Chandernagore, Genil, India and la Neu Bretagne, lasciarono l’Europa per Port Breton, capitale del fantomatico stato nell’attuale Nuova Guinea. All’arrivo a destinazione però l’amara sorpresa: non c’era niente che assomigliasse a una città. Invece dei grandi edifici la foresta pluviale, il clima tutt’altro che clemente, e la malaria. E come se non bastasse, bisognava guardarsi dagli indigeni, cannibali, non certo contenti dell’arrivo di questa massa di disgraziati.

Ma fu soprattutto la fame, che uccise una cinquantina di coloni in pochi mesi, che spinse dopo pochi mesi i reietti a ripartire verso nuove mete. E fu così che, grazie all’interessamento di Emma Coe, il 7 aprile 1881 i resti della spedizione sbarcano a Sydney. Siccome molti di loro vengono dal Veneto, si forma un comitato italiano di soccorso, presieduto da Sceusa, che oltre all’opera di soccorso denuncia la truffa planetaria messa in atto dal marchese in un volumetto dal titolo: La spedizione del marchese Rays e le sue vittime. Il libro è molto diretto, fin troppo, al punto che lo stesso comitato se ne dissocia.

Sceusa è costretto a coprire personalmente, almeno in parte, le spese di pubblicazione, ma aveva visto giusto. L’anno successivo infatti, siamo nel 1882, il marchese viene arrestato in Spagna. Si calcola che dalla truffa abbia incassato circa 7 milioni di franchi. Della spedizione oggi resta solo la macina del mulino, conservata al Museo di Rabaul.

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(CONTINUA…)

QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO
SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE
OTTAVA PARTE – UN VIAGGIO IN EUROPA
NONA PARTE – FAREWELL TO SYDNEY
DECIMA PARTE – SCEUSA CONTRO NASI
UNDICESIMA PARTE – GLI ULTIMI ANNI
ADDENDUM – LOUISA SWAN

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2 thoughts on “STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – QUARTA PARTE

  1. Tragicamente ironico come la storia si ripeta solo che adesso siamo noi a ricevere i barconi di disperati che sperano nell’ Eldorado

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