STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – PRIMA PARTE

Indefessi lettori, cominciamo il 2018 con una, speriamo, interessantissima storia. Buona lettura!

La Comune di Parigi

“L’intransigenza che ci distingue è una necessità in noi. Non potremmo ammettere nel nostro seno degli elementi estranei né amalgamarci con essi, senza perdere il nostro carattere socialista”

Non sono parole di Lenin, anche se potrebbero esserlo. Anzi, quando Lenin era era ancora un nuddrico, per le strade di Trapani c’era già qualcuno che predicava la rivoluzione. E non diciamo tanto per dire. Però, come al solito, facciamo un passo indietro nel tempo e andiamo fino al 1870, quando Lenin era veramente in fasce e dall’altra parte d’Europa, tra il Reno e la Mosella, i due eserciti più potenti di allora, quello francese e quello prussiano si affrontavano presso la città di Saarbrucken.

Le barricate furono il simbolo della Comune di Parigi. Ne furono erette un po’ dappertutto. Nella foto quella del Faubourg Saint Antoine

Era la guerra franco-prussiana, scoppiata perché l’Europa era diventata troppo piccola per due galli come Napoleone III e Bismarck. Non seguiremo tutte le vicende della guerra, quello che ci interessa è la conclusione, ovvero la capitolazione francese con annessa cattura dello stesso imperatore a Sedan. La Francia dice addio all’Impero che viene sostituito dalla Repubblica, la terza, di orientamento molto conservatore. Nella “rivoluzionaria” Parigi non la prendono bene, disconoscono il governo centrale e ne formano uno socialista che passerà alla storia come La Comune di Parigi che viene definita entusiasticamente da Carlo Marx il primo governo operaio della storia. Essa però divide i due padri della patria italiana: Garibaldi, che in quel momento si annoiava a Caprera, corre subito a Parigi per sostenere i rivoltosi; Mazzini, più disincantato, invece è contrarissimo.

Benoît Malon, uno dei protagonisti della Comune di Parigi

L’esperienza della Comune finisce nel sangue, e molti suoi sostenitori, i cosiddetti “comunardi“, scappano da Parigi. Uno di questi, Benoit Malon, va prima in Svizzera, e poi in Italia.

Interessante, ma, direte voi, che c’entra tutto questo con la nostra storia? C’entra perché dopo essere stato in nord Italia, Malon si sposta in Sicilia, precisamente a Palermo. Nel 1873 lo troviamo che lavora come redattore presso Il povero, uno dei primissimi giornali socialisti italiani. E’ qui che incontra un giovane geometra arrivato da poco da Trapani.

I due non potevano essere più diversi. Tra loro c’era una differenza di età di una decina di anni, ma uno era stato deputato all’Assemblea Nazionale francese e aveva girato mezzo mondo, l’altro ignorava cosa ci fosse al di fuori della sua città natale, dalla quale non era quasi mai uscito.

E’ allora che il giovane sente parlare per la prima volta di Marx, Proudhon, Bakunin e delle eroiche gesta della Comune di Parigi. Ne resta inebriato e decide di diventare un rivoluzionario…

(CONTINUA…)

SECONDA PARTE – L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA SBARCA A TRAPANI
TERZA PARTE – DA TRAPANI A SIDNEY
QUARTA PARTE – LA NAVE DEI DISPERATI
QUINTA PARTE – L’ITALO-AUSTRALIANO
SESTA PARTE – L’ESILIO DI ORANGE
SETTIMA PARTE – L’AUSTRALIAN SOCIALIST LEAGUE
OTTAVA PARTE – UN VIAGGIO IN EUROPA
NONA PARTE – FAREWELL TO SYDNEY
DECIMA PARTE – SCEUSA CONTRO NASI
UNDICESIMA PARTE – GLI ULTIMI ANNI
ADDENDUM – LOUISA SWAN

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4 thoughts on “STORIA DI UN RIVOLUZIONARIO TRAPANESE – PRIMA PARTE

  1. Ottimo questo Cliffanger che ci lascia proprio sul più bello e ci fa venire voglia di divorare la seconda puntata! Stile perfetto. Grande Redazione continua così!

  2. Ho appena scoperto questo interessante blog. Complimenti!
    Mi sembra di ricordare che Benoit Malon sia poi andato in nord Itslia e abbia collaborato anche con Enrico Bignami. Non vedo l’ora di leggere il seguito…

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