DOPPIO SENSO IN VIA BADIELLA

C’era una volta all’angolo tra Via Badiella e Via San Michele, una bravissima signora che fabbricava bommineddre, piccole bamboline di creta, che, vestite a festa, si mettevano in casa per l’Immacolata.

Un giorno, mentre lavorava all’aperto, alcuni schizzi finirono sulla giacca di un passante che prontamente le gridò: “Ma che fa signura, minchie ri crita?

No, teste ri cazzu comu a tia!” Rispose altrettanto prontamente lei…

L’aneddoto è raccontato da Francesco Renzo Garitta nel suo Acqua e Anice, dove le bamboline sono di cera anziché di creta.

P.S.: Alcune bommine con preziosi abiti d’epoca sono esposte al Museo Pepoli. Una visita ogni tanto non fa male…

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