I MISTERI – SETTIMA PARTE

PRIMA PARTE – Introduzione
SECONDA PARTE – Le Confraternite
TERZA PARTE – Dalle Casazze ai Misteri
QUARTA PARTE – Piccoli incidenti di percorso
QUINTA PARTE – Una arrancata fino ai giorni nostri
SESTA PARTE – Carchet

Maestri trapanesi nell’arte della colla e tela

Le notizie che abbiamo su i principali maestri di colla e tela che nel corso dei secoli hanno lavorato sui misteri sono spesso scarse, ma cerchiamo di farne conoscere qualcuno un po’ meglio ai nostri affezionati lettori. Ci scusiamo preventivamente con gli illustri maestri perché per motivi di spazio non dedichiamo loro tutta l’attenzione che meriterebbero, e a maggior ragione ci scusiamo con gli artisti assenti da questo conciso post.

Della vita di Giuseppe Milanti, attivo a Trapani tra il XVII e il XVIII secolo, non sappiamo molto. Appartenente a una dinastia di artisti di origine marsalese, ebbe una scuola di scultura a Londra. Diede alle sue figure naturalezza e morbidezza; sono opere sue la più forte immagine del dolore, lAddolorata, ed Ecce Homo. Fu sepolto nella Chiesa di San Michele, a dimostrazione della grande riconoscenza che la Confraternita nutriva nei suoi confronti.

Giacomo Tartaglia: La statua di San Francesco di Paola nell’omonima chiesa

Giacomo Tartaglia (1678-1751) era un maestro nella scultura del corallo e della “pietra incarnata”, l’alabastro di Valderice. Aveva una bottega in Via dei Corallari ed è l’autore di una fra le più belle teste dei misteri, la Maddalena piangente, piena di vita e di armonia che domina il gruppo del Trasporto al SepolcroTartaglia è anche l’autore della statua probabilmente più venerata a Trapani: quella di San Francesco di Paola.

Baldassare Písciotta (1715-1792) aveva anche lui la bottega in Via dei Corallari. Lavorò anche a Palermo e a Roma, ma questo non bastò a dargli la tranquillità economica al punto da venire incarcerato per debiti nel Castello di Terra. Veloce nell’abbozzare e lento nel finire, ha scolpito diversi misteri: Gesù nell’orto, La negazione e Gesù da Erode. Gli piaceva soffermarsi sui dettagli, sulle vesti e sull’espressività dei personaggi. E’ suo il gruppo più bello dei misteri. Di fronte a Pietro che lo rinnega riesce a far esprimere a Gesù compatimento, perdono, dolcezza e accettazione della volontà divina, espressioni che provocano in Pietro, provato e sofferente, le lacrime agli occhi. La drammaticità della scena è esaltata dalla feroce crudeltà del soldato romano. Chapeau!

Mario Ciotta: la statua di San Pietro nell’omonima chiesa

Allievo di Pietro Orlando, Mario Ciotta visse tra la fine del ‘700 e la prima metà dell’800. Veniva da una famiglia di artisti che lavoravano il corallo e l’avorio. Lui preferì dedicarsi all’arte della colla e tela e condivise la bottega in Via dei Corallari con Baldassare Pisciotta. Doveva esserci una grande concentrazione di artisti in quella via… Almeno tre misteri sono con certezza attribuibili a lui: La Separazione, La lavanda dei piedi e La ferita al costato. In quest’ultimo, l’unico che ci è giunto senza grandissime modifiche nel corso dei secoli, riesce a imprimere dolcezza e dolore nei volti.

I Nolfo erano una famiglia di artisti e, se li mettiamo tutti assieme, sono gli autori della maggior parte dei misteri. Non è sempre facilissimo attribuire una scultura a un Nolfo piuttosto che all’altro. Si presume che siano opere di Antonio (1696-1784) l’Incoronazione di spineLa deposizione e forse anche Gesù nel sepolcro. Il figlio Domenico (1730-inizio ‘800) fu tra le altre cose il maestro del famoso pittore Giuseppe Errante e scolpì La sentenza, La spogliazione e La crocifissione. L’altro figlio Francesco (1741-1809) era probabilmente il più bravo della famiglia. Nella Caduta al Cedron, il suo unico mistere, è notevole il contrasto tra la serenità di Gesù e la ferocia dei suoi aguzzini.
I misteri dei Nolfo si riconoscono per una vigorosa modellazione dell’anatomia. Tuttavia gli esperti dicono che sono tra i meno pregiati dal punto di vista artistico, con l’eccezione forse di Francesco.

Domenico Li Muli (1902-2003), di famiglia palermitana, anche se nato a Trapani, nel 1929 si trasferì a Trapani nel 1938 dove aveva ottenuto una cattedra di disegno. Oltre ad insegnare, a Trapani esegue opere importanti, tra cui il complesso bronzeo della fontana del Tritone, considerato il suo capolavoro, e il rifacimento del mistere della Sollevazione della croce, che i trapanesi però, notoriamente esperti di arte, non gradirono, e che vollero rifatto da zero. Di lui parleremo ancora.

Vi siete accorti che finora abbiamo parlato dei misteri senza mostrarne praticamente neanche uno? E’ giunta l’ora di rimediare…

(CONTINUA…)

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3 thoughts on “I MISTERI – SETTIMA PARTE

    • Credo che in una ipoteca classifica nel corso dei secoli i due santi siano testa a testa, con il culto di San Francesco diffuso soprattutto in centro e tra i pescatori e la Madonna nel resto della città. Se guardiamo ai giorni nostri, sarei d’accordo con te. Il culto della Madonna è predominante.

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