I MISTERI – SESTA PARTE

PARTE PRIMA – Introduzione
PARTE SECONDA – Le Confraternite
PARTE TERZA – Dalle Casazze ai Misteri
PARTE QUARTA – Piccoli incidenti di percorso
PARTE QUINTA – Una arrancata fino ai giorni nostri

Carchet

Sin dall’origine i misteri devono rispondere a esigenze pratiche oltre che estetiche. Innanzitutto la leggerezza nel trasporto e poi i materiali dovevano essere “poveri” e facilmente reperibili.

Imbottitura in paglia di una scultura

Ecco allora che alcune parti sono di legno scolpito, di solito cipresso, ad esempio le braccia, la testa e i piedi. Sempre di legno è la parte interna che ha una funzione strutturale, collega le diverse parti ed è incastrata sulla base anch’essa di legno, la varatramite l’antica tecnica di mortasa e tenone. Il grosso del volume del mistere è invece fatto di sughero o di paglia.

Il vestiario si ottiene avvolgendo tutto con delle grosse tele imbevute di colla, su cui viene steso a caldo uno strato di gesso e colla animale, che, una volta asciutto, verrà lisciato e dipinto. Le mani di colore sono due: la prima a tempera, di solito ocra, e la seconda a olio. 

Questo misto di legno, colla, tela, sughero, gesso e colori in una parola si chiama carchet, ma non chiedeteci da dove deriva. Non ne abbiamo idea…

E dal punto di vista artistico? I misteri non dovevano essere solo belli, ma dovevano anche suscitare nel popolo lo stato d’animo adatto alla via crucis. Per questo le espressioni dei personaggi rappresentati sono accurate e facilmente identificabili. Maria è l’immagine del dolore, Gesù è quasi sempre sereno, i soldati feroci, i giudei perfidi. Inoltre grande attenzione è data alla scenografia. La Separazione per esempio è strutturata per attirare l’attenzione non su Gesù, ma sulla Madonna, che è la più alta dei due. Il resto è affidato alla musica, che dopo ventiquattro ore di ascolto si trasforma da evocativa in ipnotica.

Setticarrini

Gli autori dei misteri erano tenuti a rispettare scrupolosamente il capitolato dei lavori, ma avevano anche molta libertà. Gli abiti del periodo romano hanno uno stile spagnoleggiante, secondo la moda del periodo, e talvolta in questo o in quel personaggio si può riconoscere una persona realmente esistita. Ad esempio il giudeo che mentre spoglia Gesù viene spogliato per un prodigio divino, è l’aiutante boia dell’epoca, conosciuto con l’ingiuria di Setticarrini, sette carlini, che era il compenso che prendeva per ogni esecuzione.

E’ interessante notare che questo particolare non è presente in nessuno dei testi sacri. Lo stesso si può dire del guanto di ferro del soldato romano nel gruppo Gesù dinanzi ad Hanna o del gesto della fico nell’Incoronazione di spine di cui abbiamo parlato tempo addietro (link). Addirittura interi gruppi, la Separazione e la Caduta al Cedron, si basano su episodi assenti nel vangelo, ma in questo caso crediamo che non c’entri la libera interpretazione dell’artista, e sia dovuto a una precisa richiesta del ceto, basata su credenze popolari non scritte.

Ma chi erano questi artisti senza i quali non saremmo qui a parlare di misteri?

SETTIMA PARTE – Maestri trapanesi dell’arte della colla e tela
OTTAVA PARTE – Multimedia: dalla Spartenza all’Incoronazione di Spine
NONA PARTE – Multimedia: da Ecce Homo all’Addolorata
DECIMA PARTE – A vella
UNDICESIMA PARTE – Il mistero più grande
DODICESIMA PARTE – Il lessico dei misteri
TREDICESIMA PARTE – Il mistero dell’ultima cena
QUATTORDICESIMA PARTE – Di chi sono i misteri?
QUINDICESIMA PARTE – La madre Pietà dei Massari e la madre Pietà del Popolo
SEDICESIMA PARTE – L’Archimede dei cavalletti

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