I MISTERI – QUINTA PARTE

PRIMA PARTE – Introduzione
SECONDA PARTE – Le confraternite
TERZA PARTE – Dalle casazze ai misteri
QUARTA PARTE – Piccoli incidenti di percorso

Una arrancata fino ai giorni nostri

Nell’800 i misteri si modernizzano e diventano simili a come li conosciamo noi adesso. Le maestranze subentrano alla Confraternita nell’organizzazione della processione e delle scinnute, le bande musicali sostituiscono i cantori, e i gruppi statuari, inizialmente portati in spalla dai componenti dei ceti, vengono sostituiti da professionisti regolarmente retribuiti, i massari. Sembra però che la qualità del trasporto non sia migliorata dato che di tanto in tanto si ha notizia di rovinose cadute, come ad esempio quella della Flagellazione nel 1891.

Processione d’altri tempi in un quadro di Francesco Renzo Garitta

Dal 1856, per decisione del vescovo Ciccolo Rinaldi alla processione non prendono più parte i vattenti. Un’altra innovazione dello stesso vescovo è la sostituzione dei frati che precedono la statua dell’Addolorata con le ragazze dell’orfanotrofio. Purtroppo quest’ultima novità non dura molto a causa dell’improntitudine e degli apprezzamenti di certi giovinastri, per cui dopo qualche anno le ragazze sono state sostituite con gli alunni del seminario. 

I misteri non hanno risentito dell’unità d’Italia e delle leggi eversive che poco dopo seguirono. Nel 1890 viene proibita la visita alle chiese, motivo di invidie e di infiniti ritardi, che sono costrette a restare chiuse durante la processione. L’obbligo di chiusura è stato tolto dopo dieci anni, ma solo per le tre chiese parrocchiali, San Lorenzo, San Nicola e San Pietro.

Siamo così arrivati al ‘900. Negli anni ’30 fa la comparsa un personaggio singolare: un uomo a cavallo, accompagnato da due tamburini, con un monotono squillo di tromba annuncia l’apertura della processione. Il cavaliere è rimasto nella memoria collettiva con il nome onomatopeico di Taratatiu e attirava sia i bambini, incuriositi dalla tromba, che gli adulti che lo aiutavano a rimettersi in sella dopo le, a quanto pare frequenti, cadute causate dell’alcool. 

La Chiesa di San Michele dopo il bombardamento del 1943

La storia dei misteri è indissolubilmente legata a quella della Chiesa di San Michele, dove sono stati custoditi i misteri fino al 1943. Qui la loro storia si incrocia con la storia della guerra. Il 6 aprile 1943 infatti una pioggia di bombe si abbatte su Trapani. Vengono sganciate da una pattuglia di B-17, le fortezze volanti, e, assieme al porto, che costituiva l’obiettivo militare, colpiscono anche parte della Chiesa di San Michele. Tra le vittime e i feriti della guerra vanno conteggiati gran parte dei misteri, la cui sorte però sta a cuore ai trapanesi più che la stessa chiesa. Infatti la chiesa verrà demolita, e i misteri ricostruiti. Ospitati nella Chiesa di Badia Grande nel 1946 e nella fatiscente Chiesa del Collegio dal 1947 al 1957, successivamente sono quasi di continuo nella Chiesa del Purgatorio dove si trovano ancora oggi.

Il dopoguerra porta anche altri due cambiamenti: il primo è che scompare il pittoresco Taratatiu. Dal 1948 è il gonfalone comunale ad aprire la processione. Il secondo, ben più importante, è l’introduzione dei cavalletti, che hanno aumentato la sicurezza e reso più agevole il trasporto dei gruppi.

1974: si costituisce l’Unione delle Maestranze

Per un breve periodo, dal 1959 fino al 1965, alcuni militari in costumi del ‘700 hanno partecipato alla processione suonando trombe e tamburi. Vita breve hanno avuto anche i premi istituiti nel 1949. Medaglie d’oro, d’argento e targhe commemorative, andavano ai gruppi più meritevoli. Anch’essi però sono stati causa di ulteriori polemiche e sono stati aboliti dopo qualche anno.

Dal 1974 i misteri sono organizzati dall’Unione delle Maestranze e non più dalle singole categorie singolarmente. Quasi contemporaneamente, il 26 dicembre 1974, viene rifondata la Confraternita di San Michele, di fatto scomparsa. Il resto è praticamente storia di oggi. Tra le ultime novità di rilievo segnaliamo la scomparsa degli incappucciati, vietati dal vescovo Francesco Micciché nel 2000, con la motivazione che nell’aspetto rimandano a sette e società segrete, e la presenza femminile sempre più frequente tra i portatori.

Un segno dei tempi: le donne non sono più solo spettatrici dei misteri

SESTA PARTE – Carchet
SETTIMA PARTE – Maestri trapanesi dell’arte della colla e tela
OTTAVA PARTE – Multimedia: dalla Spartenza all’Incoronazione di Spine
NONA PARTE – Multimedia: da Ecce Homo all’Addolorata
DECIMA PARTE – A vella
UNDICESIMA PARTE – Il mistero più grande
DODICESIMA PARTE – Il lessico dei misteri
TREDICESIMA PARTE – Il mistero dell’ultima cena
QUATTORDICESIMA PARTE – Di chi sono i misteri?
QUINDICESIMA PARTE – La madre Pietà dei Massari e la madre Pietà del Popolo
SEDICESIMA PARTE – L’Archimede dei cavalletti

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12 thoughts on “I MISTERI – QUINTA PARTE

  1. Pertinentemente noto che la Redazione ha aggiunto dei riferimenti a pié di articolo.

    In questo modo si evita il riferimento circolare su Wikipedia.!

  2. Noto tante tantissime somiglianze con la “semAna santa” Sivigliana. Chi ha ispirato chi ?
    La risposta potrebbe darcela Porzillo, magari in cambio di un bel tappelware minimalista.

    • E’ più probabile che dalla Spagna sia arrivata in Italia che non il contrario, Se Siviglia o un’altra città non saprei. Bisognerebbe studiare i paso uno ad uno…

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