I MISTERI – QUARTA PARTE

PRIMA PARTE – Introduzione
SECONDA PARTE – Le confreternite
TERZA PARTE – Dalle casazze ai misteri

Piccoli incidenti di percorso

Decisione molto importante è ogni anno la scelta del percorso. Nella foto l’itinerario del 1761

Impossibile riassumere in un blog i quattrocento anni di storia dei misteri. Al massimo ci limitiamo a ricordare i fatti principali come sicuramente fu l’eclatante blitz a mano armata dei pescatori del Rione Casalicchio, odierno San Pietro, arrabbiati contro quelli del Rione Palazzo, odierno San Lorenzo. Nel 1648 i sanpietrari, chiamiamoli così, fecero rientrare il mistero della Lavanda dei piedi nella loro Chiesa di Santa Maria della Grazia anziché in quella di Santo Spirito come previsto. Se fosse passata la linea che durante l’anno ogni mistero poteva stare nella sede della propria maestranza separato dagli altri, sarebbe stata la fine dei misteri. Per fortuna alla fine tutto si risolse per il meglio e il mistero tornò nella Chiesa di Santo Spirito, dove tutti i gruppi sono stati custoditi fino al 1712, anno in cui, assieme alla Confraternita, si trasferirono nella Chiesa di San Michele, e dove resteranno fino al 1943.

Accadeva talvolta che i ceti si dimenticassero degli obblighi contratti, al punto da disertare la processione, cosa che ovviamente non piaceva al Senato di Trapani che nel 1727 emise un bando per obbligare le maestranze a prendervi parte, con tanto di sanzioni previste per i trasgressori, che, a quanto ne sappiamo, non vennero mai messe in pratica. Sembra tuttavia che il richiamo funzionò e negli anni successivi non solo si registrò il pienone, ma si verificarono anche alcune intemperanze che causarono non pochi grattacapi alle autorità che dovevano far rispettare l’ordine pubblico. Si arrivò al punto che i disordini del 1758 furono così gravi che nei due anni seguenti i misteri vennero vietati. Il vescovo di Mazara, Girolamo Palermo, accettò di ripristinare la manifestazione nel 1761, ma solo a patto che fossero presenti ingenti misure di sicurezza. Ma cosa era successo di tanto grave nel 1758?

Giovanni Fogliani, viceré di Sicilia dal 1755 al 1773, si occupò anche dell’ordine pubblico durante i misteri

La risposta va ricercata nell’usanza della diablata, il ballo dei diavoli, arrivato dalla Spagna tempo prima. Era un ballo allegorico, con San Michele che sconfiggeva i demoni, ma che in pratica dovette sfuggire al controllo trasformandosi in una processione di diavoli, col proprio vessillo, che si abbandonavano ad ogni sorta di violenze. Scrive il viceré di Sicilia, il marchese Giovanni Fogliani, al vicario Antonino Fardella in un dispaccio dal titolo eloquente: L’abolizione et abbuso della Maschera del Lucifero e Processione che si fa nel Venerdì Santo e Pasqua di Resurrezione

“…rimane ancora (…) un altro Costume, che pur mi s’è fatto considerare per abominevole, e sono le due figure (…) della Morte e di Lucifero, che si fan ogn’anno accompagnare a quello di San Michele Arcangelo, che esce alla festa delle processioni del venerdì santo e della domenica di resurrezione, che sogliono salire dalla compagnia di detto santo, giacche le tante smorfie, movimenti, cadute, e altre cose simili (…) resultano piuttosto di schernimento…”

Come detto, i Misteri ripresero nel 1761 e di diavoli in processione non abbiamo più notizia.

QUINTA PARTE – Una arrancata fino ai giorni nostri
SESTA PARTE – Carchet
SETTIMA PARTE – Maestri trapanesi dell’arte della colla e tela
OTTAVA PARTE – Multimedia: dalla Spartenza all’Incoronazione di Spine
NONA PARTE – Multimedia: da Ecce Homo all’Addolorata
DECIMA PARTE – A vella
UNDICESIMA PARTE – Il mistero più grande
DODICESIMA PARTE – Il lessico dei misteri
TREDICESIMA PARTE – Il mistero dell’ultima cena
QUATTORDICESIMA PARTE – Di chi sono i misteri?
QUINDICESIMA PARTE – La madre Pietà dei Massari e la madre Pietà del Popolo
SEDICESIMA PARTE – L’Archimede dei cavalletti

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9 thoughts on “I MISTERI – QUARTA PARTE

  1. La redazione del rt forse si riferisce alla diablada: danza popolare boliviana che riflette il sincretismo religioso attraverso sontuose forme e colori e che è nata durante la colonizzazione spagnola

  2. Interessantissimo questo articolo che ormai potremmo definire saga! Volevo chiedere alla gentile redazione del rt se il famosissimo carro siciliano sia mai stato utilizzato per i misteri

  3. Io voglio dire che oggi è la mia festa, San Benedetta. Avete tutti dimenticato di celebrarmi.
    Per questa offesa, Maestro deve scegliere una punizione culinaria per ognuno.
    Buona serata
    PS ho letto l’articolo ed è bellissimo!!

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