LA MADONNA DI TRAPANI

Affezionati lettori, oggi si festeggia la Madonna di Trapani. E allora ricordiamone la storia, aggiungendo un po’ di inchiostro, virtuale, ai fiumi già versati da storici e memorialisti.

La tradizione popolare racconta che al tempo delle crociate un cavaliere templare, un certo Guerreggio, nella strada per la Terrasanta, passò da Cipro, e qui, a Famagosta, fece costruire una statua dedicata alla Vergine. Una volta comlpletata, la trasportò in una chiesa della Siria, dove però rimase poco, perché stava arrivando il “feroce” Saladino a fare piazza pulita. La statua fu quindi messa in fretta e furia su una nave diretta a Pisa, città di origine di Guerreggio.

La statua come si presenta oggi

La statua come si presenta oggi

Dopo una sosta imprevista a Lampedusa a causa del maltempo, la nave si rimise in mare, ma nelle vicinanze di Trapani un’altra tempesta, più violenta della prima, rischiò di farla affondare. Il bastimento si liberò allora del prezioso carico e riuscì a raggiungere il porto della città. La cassa tuttavia rimase miracolosamente a galla e venne portata a terra e messa in quella che oggi è la chiesa del Collegio dei Gesuiti, ma che allora era soltanto il magazzino delle munizioni della città, dove cominciò a operare i primi miracoli.

Nel frattempo il cavaliere pisano aveva fatto riparare la nave. Egli prima di partire reclamò la statua, ma la cittadinanza non fu d’accordo. In fin dei conti non era stato lo stesso pisano a gettarla fuoribordo per disfarsene? La soluzione della vertenza fu affidata alla diretta interessata caricata un carro di buoi. Se i buoi si fossero diretti verso il mare la statua sarebbe stata restituita al pisano, se si fossero diretti nell’entroterra sarebbe rimasta a Trapani. I buoi, strumenti della volontà mariana, presero la via di terra e si fermarono di fronte al luogo dove per devozione fu poi eretto il Santuario.

Realtà o leggenda?

Realtà o leggenda?

Questa è la versione messa per iscritto nel ‘700 da Martino Fardella, che asserisce di essersi basato su un manoscritto del 1380, che però nessuno ha mai visto. E’ più probabile allora che la statua sia stata commissionata al famoso scultore Nino Pisano, figlio di Andrea, per adornare la cappella del consolato pisano a Trapani.

La statua, scolpita in marmo di Carrara,  è alta 165 centimetri e pesa 15 quintali. La Madonna regge con il braccio sinistro il Divino Bambino mentre gli porge la destra. L’Infante, dal canto suo, accosta la sua destra al seno della Madre, e con la sinistra ne ricambia il tenero gesto. Il volto di Maria è amabile: gli occhi pieni di misericordia non sono rivolti verso Gesù, ma su coloro che vengono a visitarla.

Particolare suggestivo. C'è gente pronta a giurare che talvolta la Madonna cambia espressione

Particolare suggestivo. C’è chi è pronto a giurare che talvolta la Madonna cambia espressione (cliccare per ingrandire)

La statua fu portata a Trapani tra il 1340 e il 1360, proprio quando infuriava la lotta per la supremazia cittadina tra le fazioni dei Chiaramonte e dei Ventimiglia-Bosco. Questi ultimi stavano per soccombere, e i pisani, loro alleati, ne pagarono anch’essi le conseguenze subendo il sequestro della scultura che fu trasportata nella chiesetta di Santa Maria del Parto, fuori le mura e gestita dai padri carmelitani. Ricordiamoceli i carmelitani, ne riparleremo presto…

La Madonna cominciò ad operare miracoli per cui il senato cittadino, sotto la spinta dell’opinione pubblica, ne autorizzò lo spostamento nella chiesa dell’Annunziata dove i carmelitani si erano trasferiti dal 1270. I padri carmelitani, da custodi, erano diventati i proprietari della statua. Il trasporto fu affidato a un carro di buoi, più tranquilli e affidabili dei cavalli.

Notre Dame de Trapani , Église Saint-Augustin et Saint-Fidèle- La Goulette, Tunisia

Notre Dame de Trapani , Église Saint-Augustin et Saint-Fidèle – La Goulette, Tunisia

Vierge de Trapani, Musée du Louvre - Parigi

Vierge de Trapani, Musée du Louvre – Parigi

La Madonna, incurante di essere l’ostaggio di una guerra tra bande cittadine, continuò anche lì a fare miracoli e a ricevere in cambio elemosine ed ex-voto, tanto è vero che il suo culto si diffuse rapidamente in molte parti della Sicilia, in Sardegna, in Tunisia, dove è conosciuta come Notre Dame de Trapani, nell’Occidente tutto fino alle lontane Americhe.

Il gesuita tedesco Wilhelm Gumppenberg racconta che nel ‘500 in città c’erano una quarantina di botteghe che producevano ogni anno ben 5000 copie della famosa statua da dedicare all’esportazione.

E non pensate che fossero grossolani souvenir per turisti. Erano esemplari in madreperla, corallo, alabastro e avorio lavorati con maestria. Due copie si trovano ancora oggi al Louvre di Parigi nella sezione dedicata alla scultura rinascimentale. E un grande dipinto della Madonna si trova nella cappella principale del Monastero de Las Descalzas Reales di Madrid, fondato dall’infanta Giovanna, figlia di Carlo V d’Asburgo, il quale, ricordiamolo, passò da Trapani dopo aver sconfitto la flotta turca. Ma di questo si parlerà un’altra volta, così come un’altra volta parleremo di miracoli, processioni, fuochi d’artificio, del tesoro della Madonna e dei potentissimi frati carmelitani…

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2 thoughts on “LA MADONNA DI TRAPANI

  1. A Lampedusa sono ambientate tante storie e tante leggende.
    Personalmente, non ricordo di nessuna Madonna di Trapani, ma cercherò di trovare qualche informazione a proposito.

    Un saluto a TP e a tutti i lettori.

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