IL SISTEMA METRICO SICILIANO – III

Prima parte
Seconda parte

TimeZoneMap2003Nel 1884 la conferenza internazionale dei meridiani a Washington sancì la divisione del mondo in fusi orari. Il meridiano di Greenwich fu preso come riferimento universale e il sistema venne presto adottato in tutto il mondo. Ma prima di allora come venivano calcolate le diverse ore locali? Ebbene, ogni paese aveva la sua ora ufficiale che si basava sull’ora solare calcolata localmente in un meridiano di riferimento, di solito quello della capitale. Sorprende quindi il fatto che anche dopo l’unità d’Italia in Sicilia non vigeva l’ora di Roma come nel resto di Italia dal 1866, bensì quella di Palermo, che tra l’altro diede il nome anche ad un famoso giornale progressista nato per iniziativa di Ignazio Florio jr, figlio di quest’altro. Ma questa è un’altra storia…

L’ora di Palermo era misurata sul meridiano dell’osservatorio astronomico posto sul Palazzo Reale di Palermo. Proprio in questo osservatorio nel 1801 Giuseppe Piazzi aveva scoperto il primo dei pianetini tra Marte e Giove, dedicato alla dea Cerere, mitologica fondatrice di Trapani. Ma anche questa è un’altra storia…

Tornando al 1866, un immaginario passeggero sul traghetto Napoli-Palermo o sul Villa San Giovanni-Messina, prima dell’arrivo doveva ricordarsi di mettere le lancette avanti di 45 secondi per passare dall’ora continentale a quella isolana. Cosa strana se si pensa che quando si viaggia da est a ovest le lancette si mettono indietro e non avanti e ancor più paradossale se si considera che Trapani e Roma sono tagliate dallo stesso meridiano e quindi se si fosse utilizzato il meridiano trapanese non ci sarebbero state tutte queste complicazioni.

Comunque alla fine dei conti come si calcola l’ora siciliana? Semplice, basta considerare l’ora solare italiana (quella legale fu introdotta soltanto nel 1916) e portare indietro l’orologio di 6 minuti e 36 secondi. Oppure, che è lo stesso, spostare le lancette avanti di 53 minuti e 24 secondi se si parte dall’ora di Greenwich. Questo è dovuto al fatto che dal 1893 il meridiano ufficiale italiano, di tutta italia isole comprese, non è più quello del Campidoglio, ma quello Termoli-Etna, un po’ più a est sia di quello romano che di quello palermitano. 

TMS (Tempo del Meridiano Siciliano) = GMT (Greenwich Mean Time) + 53 minuti e 24 secondi

UNITA’ DI VALORE

Nel Regno delle due Sicilie esistevano due zecche parallele, quella di Palermo e quella di Napoli, anche se quest’ultima fu l’unica attiva negli ultimi decenni del Regno. Nel 1860 la più importante moneta siciliana era l’unza siciliana, moneta aurea. Essa equivaleva a 30 tarì d’argento. Ogni tarì era uguale a 20 grani e ogni grano a 6 piccioli. Secondo un calcolo che omettiamo, ogni unza siciliana varrebbe oggi circa 60 euro. Il valore delle altre monete si ricava di conseguenza.

1 unza aurea = 30 tarì = 60 euro
1 tarì = 20 grani = 2 euro
1 grano = 6 piccioli = 10 eurocent
1 picciolo = 2 eurocent

Con l’unità d’italia tali monete furono convertite in lire piemontesi in virtù del rapporto 1 unza = 12.75 lire.

Fonti:
Giuseppe Piazzi, Domenico Marabitti, Paolo Balsamo: Codice metrico siculo
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