LA LEGGENDA DELLA FONDAZIONE DI PACECO

Attraversata dalla strada statale 115 che porta a Marsala, Paceco é una normalissima cittadina rurale della provincia di Trapani, che i pacecoti chiamano la Piccola Parigi e che, a parte il melone giallo, non ha molto altro di particolare. 

La storia dice che nel 1607 Don Placido Fardella, nobile la cui famiglia era arrivata in Sicilia al seguito di Federico II di Svevia, si sposó con una certa Maria che era la nipote del viceré di Spagna Juan Fernandez Pacheco, marchese di Vigliena e duca d’Escalona. Fu un matrimonio fortunato per Don Placido anche perché la moglie gli portó in dote la “licenzia populandi” di un borgo feudale da far nascere attorno al suo castello e che chiamerá appunto Paceco in suo onore.

Placido Fardella

Placido Fardella

C’é peró un’altra leggenda che ci viene raccontata dallo scrittore Rocco Fodale, che l’ha sentita da bambino. E’ la storia di un popolo nomade, di cui non si trova traccia nei libri di storia, che vagava senza meta e una sera si accampó sulla falda del monte Erice che guarda le Egadi. Era estate ma cominció a spirare un vento fastidioso e freddo come solo dalle nostre parti sa spirare. E cosí la mattina successiva il popolo nomade deluso si rimise in cammino. E siccome la montagna non gli era stata propizia decisero di dirigersi verso la pianura, in quella che ora é Xitta. Si era giá verso la fine dell’inverno, le sere erano miti. Con la primavera cominciarono a lavorare i campi, il raccolto si preannunciava abbondante e tutto filava per il meglio. Con l’arrivo della prime piogge peró il vicino torrente Lenzi straripó e inondó tutta la valle.

Allora i poveruomini si spostarono ancora una volta e questa volta scelsero l’ampia collina rocciosa poco distante. La zona era pacifica, inverno mite, estate ventilata, mai nebbia, né umiditá. Finalmente il posto giusto. Soddisfatto il capo di quel popolo misterioso esclamó: “A paci cca si godi” ovvero “A Paceca si godi” E cosí rimase il nome di quel borgo, Paceca con la A finale, come ancora oggi i nativi discendenti da quel popolo errante chiamano la propia cittá.

La piazza principale di Paceco

La piazza principale di Paceco

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2 thoughts on “LA LEGGENDA DELLA FONDAZIONE DI PACECO

  1. Aneddoto: un lontano successore di Placido Fardella, il marchese Vincenzo Fardella di Torrearsa, sarà poi uno degli artefici dell’unità d’Italia e nel 1870 diverrà presidente del primo Senato del regno.

  2. Verissimo. Presidente di quella stessa aula dove poi verrá processato Nasi. Non dimentichiamo comunque Giovanni Battista Fardella, a cui é intitolata la strada principale della cittá, Enrico Fardella, l’eroe dei tre mondi, e tanti altri…

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