IL MALCONSIGLIO

Nel tratto di mare di fronte torre Ligny si trova lo scoglio del Malconsiglio. Il mare lí é spesso agitato e infestato da meduse quindi, a meno che non siate nuotatori provetti, non andateci.

Lo scoglio del Mal Consiglio. Sullo sfondo la torre Ligny, la Colombaia e il villino Nasi

Lo scoglio del Malconsiglio. Sullo sfondo la torre Ligny, la Colombaia e il villino Nasi

Un analogo consiglio deve essere stato dato piú di 700 anni fa a Giovanni da Procida. A quel tempo la Sicilia era sotto il dominio degli angioini che Giovanni da Procida odiava profondamente perché da sempre legatissimo a Federico II di Svevia, di cui era stato medico e consigliere, al figlio Manfredino di cui fu l’educatore e anche a Corradino di Svevia, ultimo rampollo svevo, decapitato a Napoli a soli 16 anni. Correva l’anno 1268 e la leggenda racconta che prima di porgere il capo al boia Corradino gettó un guanto di sfida alla folla che assisteva alla sua esecuzione. Nascosto tra la folla Giovanni da Procida, raccogliendo il guanto, giuró a sé stesso di farla pagare agli odiati francesi.

E vide un guanto trasvolar dal palco
Sulla livida folla; e non fu scorto
Chi ‘l raccogliesse. Ma nel dì segnato
Che da le torri sicule tonaro
Come Arcangeli i Vespri; ei fu veduto
Allor quel guanto, quasi mano viva,
Ghermir la fune che sonò l’appello
Dei beffardi Angioini innanzi a Dio.
Aleardo Aleardi “Corradino di Svevia”

Figura moderna di cospiratore Giovanni da Procida giró in lungo e in largo tutta Europa per convincere i sovrani ad appoggiare i suoi propositi di vendetta. Andó a Roma, a Costantinopoli, in Aragona e andó perfino a Trapani.

Giovanni da Procida

Giovanni da Procida

Eccolo a Trapani, il 30 marzo 1282, percorrere a nuoto quel tempestoso tratto di mare antistante Torre Ligny e incontrarsi nel piccolo scoglio con Palmerio Abate, cugino del famoso Sant’Alberto, Alaimo da Lentini e Gualtiero da Caltagirone. Molti storici mettono in dubbio l’episodio ma tant’é, si tratta di una leggenda e come tale la riporto.

I cospiratori si mettono d’accordo per far scoppiare la rivolta. La Sicilia era allora divisa in tre unitá amministrative chiamate valli. A guidare la rivolta nella val di Mazara fu designato Palmerio Abate, nella Val Demone Alaimo di Lentini, e nella Val di Noto Gualtiero di Caltagirone.

La notte stessa, era il momento della preghiera serale dei Vespri, sul sagrato della chiesa di Santo Spirito a Palermo, un soldato francese, tale Drouet, si rivolge in maniera irriguardosa verso una giovane donna, tale Imelda, mettendole le mani addosso col pretesto di perquisirla.

Il marito interviene in sua difesa, sottrae la spada al soldato francese e lo uccide. La leggenda vuole che fu invece la giovane donna a provocare deliberatamente il povero francese per compiere il diabolico piano di suo padre, Giovanni da Procida appunto.

Francesco Hayez: I Vespri Siciliani

Francesco Hayez: I Vespri Siciliani

Fatto sta che é l’inizio della caccia al francese. Rivolte scoppiano l’indomani, é il primo d’aprile ma non é un pesce, a Trapani, Marsala e Mazara, il giorno successivo ad Agrigento e Licata e in tutto il resto della Sicilia.

La carneficina é spietata. I francesi cercano di confondersi tra il popolo, ma i siciliani mostrano ai sospetti dei ceci chiedendo cosa siano. La risposta corretta, in dialetto ciciri, é impossibile da pronunciare per i francesi a causa delle erre moscia e quindi vengono subito smascherati. Ma forse anche questo é un aneddoto posteriore ai fatti.

A Trapani il governatore francese viene fatto prigioniero da Riccardo Abate, fratello o prossimo congiunto di Palmerio che mette a governo della cittá Bernardo Abate, altro congiunto, Riccardo e Bernardo Passeneto, Silurno Ferro e Alfonso Graffeo. Palmerio Abate fa invece parte del governo provvisorio a Palermo. Come si vede parentopoli non é nata con Alemanno e Veltroni…

Pietro III, il nuovo re di Sicilia

Pietro III, il nuovo re di Sicilia

Cosí finí per sempre in Sicilia l’epoca degli angioni, mai amati dai siciliani. Certo che Carlo d’Angió non aveva fatto troppo per farsi voler bene. Non solo aveva confiscato tutti i beni dei suoi avversari, ma aveva anche trasferito la capitale del regno da Palermo a Napoli…

I siciliani peró, anziché organizzarsi in maniera autonoma, vollero ancora una volta un re straniero. Lo trovarono in Pietro III d’Aragona che, accolto dal popolo in festa, il 30 agosto sbarcó a Trapani per dare il meritato riconoscimento alla cittá.

Pochi giorni dopo a Palermo venne inconorato Re di Sicilia dando il via alla dominazione aragonese. Il piano di Giovanni da Procida e dei suoi amici cospiratori che si incontrarono nell’angusto scoglio del Malconsiglio finalmente si é compiuto…

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2 thoughts on “IL MALCONSIGLIO

  1. L’aneddoto del test di pronuncia della ‘R’ è fantastico! Fra l’altro è ripreso in tempi moderni da Quentin Tarantino: nel film “Inglorious Basterds” i sodati tedeschi smascherano le spie inglesi che avevano indicato il 3 con indice-medio-anulare (tipico della cultura anglosassone) invece che con pollice-indice-medio (come da tradizione continentale).

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