FATUZZI, ANIMULÁRI, DRAUNÁRI E CALAMAREONTI

draunariLe Draunari sono femmine cattive e brutte, dalle labbra tumide, e lunghe quanto i capelli di una donna. Corrono per la terra e per il mare con tanta furia, da rovinare, rompere o portare via ogni cosa. Colei che voglia diventar tale, vada sulla montagna di Cofano, dove la notte si raduna il concilio delle draunari. Le troverà, prese per mano, a ruota, e una di loro, quella di mezzo, le dirà quello che occorre per diventare della loro schiera.

È credenza in Trapani, che nelle lunghe navigazioni s’incontrino qualche volta sette corpi ignudi, che diritti si vedono sulle acque dalla cintola in su. Sono sette fratelli chiamati i Calamareonti, i quali appariscono per annunziare che la procella non è lontana.

Le Animulari sono donne malvage, divenute streghe dando l’anima al diavolo. Fanno vita normale di giorno, ma la notte escono dalle case dal buco della chiave, dal camino, da qualunque pertugio. Vanno a radunarsi in luoghi solitari e paurosi, dove parlano delle loro male arti e progettano di far del male alle persone.
In genere sono donne sposate; se però diviene Animulara una ragazza, allora il suo bacio è mortale per chi lo riceve. Siccome sono spesso donne di marinai, le Animulari vanno talvolta a visitare i loro mariti che navigano in alto mare e per fare questo si trasformano in tempeste o uragani; vi andò anche la fidanzata d’un mozzo che navigava nell’oceano. Non resistendo al desiderio di baciarlo, l’Animulara lo fece morire.
Le Animulari ritornano dai loro viaggi notturni prima del canto dei galli e del suono delle campane: allora sono gelide e rattrappite e impiegano qualche tempo prima di riprendere colore e vita nel caldo del letto.

fatuzziI Fatuzzi sono degli spiritelli a volte buoni, a volte cattivi, puniti da Dio perché si vantavano di essere uguali a lui. San Michele, alzò la sua bandiera e li cacciò dal paradiso.
I fatuzzi sono bassini, bizzarri e astuti, e dietro le spalle portano un tesoro. Alcuni li hanno visti vestiti da turchi, oppure con una lunga veste bianca, gialli in volto con un abito monacale. Frequentano case di marinai, contadini e conventi.
Sono mattacchioni, prendono in giro le persone. A volte comunicano i numeri del lotto.
Qualcuno, attraverso loro (caso rarissimo), è diventato ricco ma poi è caduto in miseria.
Si racconta a Trapani che una volta, in un orfanotrofio, una ragazzina trovò uno spillone d’oro con un diamante. Lo fece vedere all’amica e lo spillone sparì.
Durante la notte la ragazzina sognò i fatuzzi che le dicevano che il giorno seguente sarebbe dovuta andare in cucina dove avrebbe trovato una pentola piena di denaro.
Il giorno successivo, appena sveglia, la ragazzina scese in cucina e vide una pentola e sul coperchio lo spillone d’oro con il diamante. Chiamò le compagne, spostarono il coperchio e videro che la pentola era stracolma di monete d’oro. Provarono a rimuoverla ma non ci riuscirono perchè la pentola iniziò a sprofondare ed il palazzo iniziò a tremare. I fatuzzi erano sotto la pentola e la trattenevano.
Un sacerdote che passeggiava per strada, vide dalla finestra quello che stava accadendo e lo raccontò alla superiora. La madre superiora sgridò le ragazzine, tutto ritornò al proprio posto e la pentola scomparve.

Per approfondire:
– Vittorio Di Giacomo: Leggende del diavolo
– Magia e streghe nella storia trapanese (http://www.larisaccamensiletrapanese.it/wp/?p=534)
– Articolo di Alessandra Cancaré: http://www.siciliafan.it/i-fatuzzi-di-trapani/
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