ADDENDUM – NUNZIO NASI E QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DI CORSO ITALIA 19

La storia di Nunzio Nasi è finita (la storia completa é qui), ma non é finita quella della sua casa. Non si parla del villino Nasi, ma della casa romana, acquistata e lasciata in ereditá alla figlia Emma. Cosa ci puó essere ancora da dire a 80 anni dalla morte di Nunzio Nasi?

La casa romana di Nunzio Nasi al primo piano di Corso Italia 19

La casa romana di Nunzio Nasi al primo piano di Corso Italia 19

Ebbene, alla morte di Nasi nel 1935 la casa romana a due passi da Montecitorio, 150 metri quadrati secondo La Risacca, mensile trapanese, viene ereditata dalla figlia Emma. Nel 1970 la signora Emma Nasi muore lasciando l’appartamento in questione all’ospedale Sant’Antonio di Trapani. Tra le clausole del lascito c’è quella di non alienare l’immobile per rispettare il desiderio di Nunzio Nasi di mantenerlo nella disponibilità della collettività trapanese.

La Risacca - Marzo 2013

La prima pagina de La Risacca – Marzo 2013

Nel 1973 l’ospedale trapanese cede l’appartamento in affitto alla signora Ivanka Kotnik in Veltroni, mamma di Walter e del meno famoso Valerio.

Nel 1977 la famiglia Veltroni ne ottiene il possesso con un contratto quindicinnale tacitamente rinnovabile. Guardacaso nel 1977 il commissario del PCI trapanese era Valerio Veltroni, proprio il figlio della signora Ivanka, nonché fratello di Walter.

Nel 1983 la signora Ivanka Kotnik muore ma l’appartamento continua a rimanere nella disponibilità della famiglia Veltroni. In quel momento al comune di Roma Walter Veltroni era consigliere, e sua suocera, Franca D’Alessandro Prisco, assessore. Nello stesso anno il comune di Roma, in virtú della legge che istituisce il servizio sanitario nazionale, la 833/78, se ne impossessa e lo cede alla USL di Roma, che diventerá ufficialmente proprietaria solo tredici anni dopo, nel 1996.

La confusione cresce negli anni ’90 quando la USL trapanese chiama in causa la Regione Sicilia che nel 1998 iscrive l’appartamento al pubblico registro immobiliare. Tuttavia la USL di Roma si rifiuta di restituire l’immobile. Allora comincia una trafila giudiziaria difficile da seguire. Alla fine, dopo due sentenze favorevoli alla USL romana, della vicenda si sta interessando la Corte di Cassazione.

Nel frattempo nell’appartamento ci abita Valerio Veltroni e secondo i calcoli del mensile trapanese La Risacca l’affitto pagato dal Veltroni sarebbe inferiore ai mille euro mensili. Secondo il Fatto Quotidiano poco superiore ai 1500. Ben poco in ogni caso per un appartamento di 10 vani nel pieno centro di Roma a due passi da Via Veneto… La vicenda ricorda un po’ quella del cognato di Fini a Montecarlo, o forse quella della casa di Scajola con vista Colosseo…

La vicenda sarebbe finita, ma proprio pochi giorni fa un piccolo colpo di scena. Il Fatto Quotidiano dá notizia che il 18 marzo 2014 Valerio Veltroni, ex funzionario trasformatosi in faccendiere, ha ricevuto lo sfratto dalla Regione Lazio per non aver pagato l’affitto di casa. Un controllo veloce e si scopre che la casa in questione é quella di Corso Italia.

Il Fatto Quotidiano del 16 aprile 2014 (clicca per leggere l'articolo originale)

Il Fatto Quotidiano del 16 aprile 2014 (clicca per leggere l’articolo originale)

Comunque, al di lá delle vicende personali del Veltroni senior che interessano poco, puó la volontá testamentaria del defunto essere cancellata per legge? La Cassazione risponderá presto, ma intanto a 80 anni dalla morte di Nunzio Nasi, la storia continua…

Grazie all’inviato del rumpiteste Maestro Zaggese per le foto dell’abitazione romana di Nasi
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4 thoughts on “ADDENDUM – NUNZIO NASI E QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DI CORSO ITALIA 19

    • Probabilmente Report se ne interesserá in futuro. Ma per adesso ai lettori del rumpiteste interessa sapere soprattutto se una legge dello stato puó cambiare la volontá testamentaria di Nunzio Nasi. La storia é tutt’altro che conclusa…

  1. Nunzio ne sarebbe fiero di questa serializzazione delle sue imprese.
    Peccato aver tralasciato Waterloo e la presa della Bastiglia.

    Un saluto a te ed ai nostri eroi

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