NUNZIO NASI – PARTE XI

 <== PARTE DECIMA

 “Luce, Luce, Luce!”

 La storia di Nasi è finita, ma, a giudicare dall’accoglienza che gli riservano i trapanesi, non si direbbe. Nel luglio 1908 riparte per Trapani. Arrivato a Napoli trova una folla festante che lo acclama. Sono i 500 trapanesi del piroscafo “Pachino” che sono arrivati a Napoli per dargli il primo saluto e scortarlo fino a Trapani.

Pachino

1908 – (foto collezione Perrera)

L’affetto della sua città è rimasto immutato. Il 22 luglio sbarca nel porto di Trapani circondato dall’entusiasmo della folla. E’ costretto anche a improvvisare un discorso dal Palazzo Civico.

Sbarco Nasi

1908 – (foto collezione Perrera)

Nasi Palazzo Civico

1908 – (foto collezione Perrera)

Da Trapani, circondato dal calore dei suoi concittadini Nunzio Nasi continua la sua battaglia, Alle elezioni della XXIII legislatura del Regno d’Italia viene rieletto, ma la giunta per le elezioni ne continua a invalidare inspiegabilmente l’elezione anche quando l’interdizione dai pubblici uffici è scaduta. Improvvisa comizi in Sicilia e nel sud Italia ergendosi a paladino dell’autonomia economica e amminstrativa del meridione sfruttato dal nord con l’avallo del governo centrale. A Palermo addirittura, riporta il Giornale d’Italia, la folla è più entusiasta che per l’arrivo di Garibaldi. Alla fine vince la sua battaglia: il 3 febbraio 1914, dopo un iter giudiziario tormentato, la Cassazione gli restituisce il seggio alla Camera.

Nasi in trionfo

1914 – Nunzio Nasi in trionfo (foto coll.Perrera)

E’ la vittoria di Nasi, dopo un decennio di lotte e calunnie, ma nel frattempo l’uomo è cambiato. I suoi toni antisettentrionalisti si placano. Siede nel gruppo misto e viene eletto a rappresentare il seggio di Trapani alla Camera nuovamente nel 1919 e nel 1921. Non è il caso di riportare i suoi interventi. L’unico degno del Nasi di un tempo è il discorso sulla fiducia al Governo Giolitti. Solo contro il suo vecchio rivale, Nasi ritrova la verve polemica di un tempo e il suo voto è, come da pronostico, contrario.

1922 - Mussolini chiede la fiducia alla Camera

1922 – Mussolini chiede la fiducia alla Camera

Con l’avvento del fascismo Nasi tiene un atteggiamento di guardinga attesa, sperando che l’evoluzione fascista finisca nell’ambito democratico. Vota la fiducia al primo governo Mussolini e tenta di controllare il fascio di Trapani dall’interno con esponenti a lui fedeli. Purtroppo il barone Vincenzo Saporito e il prefetto di Trapani Cesare Mori riescono ad avere la meglio e impongono una linea conservatrice al fascismo trapanese. Così, dopo il delitto Matteotti, Nasi, rieletto deputato nel 1924, aderisce all’Aventino parlamentare e viene dichiarato decaduto dalla carica assieme ai suoi colleghi aventiniani nel 1926. L’ultimo suo intervento in aula è una polemica contro il ras di Cremona, Roberto Farinacci sull’organizzazione dello stato.

Nunzio Nasi ottantenne

Nunzio Nasi negli anni Trenta

E’ l’ultima schermaglia prima del ritiro definitivo nella città natale, dove scrive le Memorie, la cui pubblicazione postuma verrà curata dal figlio Virgilio. L’argomento principale è la sua vicenda giudiziaria, ma c’è spazio per molte riflessioni politiche e anche per il testamento. Non ce lo saremmo aspettato, ma aveva una grande paura di essere vittima di un caso di morte apparente e di essere seppellito vivo. Muore a Erice il 17 settembre 1935. Prima di spirare alza le mani al cielo e invoca ad alta voce: “Luce Luce Luce!“. Il suo corpo imbalsamato, riposa nella cappella Nasi al cimitero di Trapani, dove una volta l’anno i familiari consentono l’accesso a chi voglia rendere omaggio alla salma. In piccolo, è lo stesso pellegrinaggio che hanno fatto per decenni i visitatori del Mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa.

Sulla facciata del villino Nasi aleggia la scritta

In questo scoglio che asilo di pace,
Invano sognò nella tormentata sua vita,

Aleggia,
Lo spirito di Nunzio Nasi;
Continua i suoi colloqui,
Con Dio
,
Col mare,
Con la posterità.

Il Villino Nasi (credit: Flickr)

Il Villino Nasi (credit: Flickr)

Ma alla fine chi fu veramente Nasi? Un paladino del meridione e degli oppressi? Un politico megalomane che aveva delle idee moderne e che fu vittima di un complotto? Un ladro diventato ministro? O semplicemente un ministro che, pur non inventandoli, si è servito per i suoi fini dei vizi e delle ruberie che si consumavano nei ministeri italiani? Forse tutto questo messo assieme, e forse altro ancora. La classe politica, come a placare un senso di colpa verso quello che in fondo è stato un precursore, ha piazzato in bella mostra in uno dei corridoi centrali di Montecitorio la scultura di Ettore Ximenes raffigurante il busto di Nasi. La Massoneria lo ha riabilitato ufficialmente nel 1977. Il calore e l’affetto dei trapanesi, autentico e passionale, non gli è mai mancato, e non è vero che il consenso di cui godeva nella sua città fu dovuto ad oscuri intrighi internazionali. Era la sintonia, vera, tra un governante e il suo popolo. E chissà quanta invidia deve aver provato Vittorio Emanuele III durante una visita ufficiale in città nel constatare che il vero re di Trapani non era lui, ma chi lo accompagnava in quell’occasione, Nunzio Nasi appunto…

A noi piace lasciare da parte tutti gli omaggi e le celebrazioni fatti dagli amici e ricordarlo con un cavalleresco coccodrillo scritto dall’Osservatore Romano, giornale fieramente nemico, nel 1905 quando Nasi era ancora in vita e all’apice della carriera politica.

… Diversamente potremmo attenderci (e chissà che il giorno non sia tanto lontano) un monumento (appena morto s’intende) a Nunzio Nasi che, se in un quarto d’ora di debolezza commise delle azioni che urtarono la suscettibilità del Procuratore del Re, fu pur sempre un grande massone, un grande parlamentare, un grande trapanese

La nostra storia finisce qui. Stavolta per davvero… forse…

(CONTINUA…)

 <== PARTE DECIMA

 

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4 thoughts on “NUNZIO NASI – PARTE XI

  1. più avvincente di un romanzo di Dan Brown ! Ma quanta attualità c’è in questo racconto, la linea di difesa di Nasi mi ricorda quella di un politico ottuagenario del presente.

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