NUNZIO NASI – PARTE IX

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Per la gloria del G.A.D.U.

Squadra e Compasso

Nunzio Nasi entra ufficialmente nella massoneria all’etá di 43 anni. E’ molto probabile che anche prima abbia avuto contatti con essa e se ne sia servito nella sua scalata al potere, dato che entra direttamente col grado di maestro e non di semplice apprendista come avviene di solito. I primi anni comunque non si interessa più di tanto alle questioni massoniche. La svolta avviene nel 1897 grazie all’incontro col grande maestro venerabile Ernesto Nathan. Non sta a me scrivere la storia della massoneria trapanese, né tantomeno di quella italiana o mondiale, forse lo faremo assieme un giorno, ma non adesso. Per adesso basta dire che l’anno prima dell’incontro con Nasi, nel 1896, Nathan é diventato Gran Maestro, il massimo grado, ovvero grande capo, del Grande Oriente d’Italia, che pochi anni prima aveva riunito tutte le logge italiane.

Goffredo Mameli

Goffredo Mameli

Essere massoni a quel tempo non é cosa rara. Erano massoni tanti personaggi che abbiamo incontrato in questa storia: Deprestis, Crispi, Zanardelli, Vittorio Emanuele Orlando, Filippo Turati, Francesco Saverio Nitti e tanti altri (ma non Giolitti). Ma non solo politici, in massoneria ci sono illustri letterati come De Amicis, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, musicisti come Puccini, scultori come Ettore Ferrari, e sono stati massoni anche quasi tutti i padri della patria, Giuseppe Garibaldi per primo, ma anche Nino Bixio, e perfino Goffredo Mameli. Non tutti sanno che i “fratelli d’italia” a cui si rivolge nel suo inno non sono altro che i fratelli massoni….

Ernesto Nathan

Ernesto Nathan

Nunzio Nasi é in massoneria da diversi anni, ma é solo dopo l’incontro con Nathan che comnincia a mostrare un certo entusiasmo per le questioni massoniche. Il rapporto fra Nathan e Nasi é piú che fraterno. Il grande maestro, avendo intuito le eccezionali qualità di Nasi, lo incoraggia ad assumere le più alte cariche dell’istituzione massonica. Addirittura la casa romana di Nathan è piena di fotografie del suo pupillo. Nasi diventa così presidente del Rito Simbolico Italiano e il 23 dicembre 1900 fonda, con l’appoggio di Nathan, una loggia. La loggia é associata al Grande Oriente d’Italia ed é la prima loggia di rito simbolico italiano ad avere la sede nella capitale. Si chiama Roma e Nasi ne é ovviamente Grande Maestro. Sono in molti a pensare a Nasi come successore di Nathan.

Ironia della sorte, il discorso inaugurale di Nasi é un inno alla moralitá negli pubblici uffici.

“Sì, o Fratelli, compito nostro è di adoperarci con tutto il
fervore della nostra fede a combattere tutte le forme d’immoralità,
che infestano la vita pubblica.”

Vito Pappalardo

Busto di Vito Pappalardo alla Villa Margherita – Trapani

Nasi é un massone strano. Crede in Dio, lo chiama Grande Architetto dell’Universo, e la sua fede é fatta di una intimitá dalla quale la chiesa, qualsiasi chiesa, é esclusa. “Tra me e dio non esistono intermediari” dice. Combatte il clericalismo, ma é in ottimi rapporti con Vito Pappalardo, prete patriota e rivoluzionario, e si dedica al rinnovamento della massoneria e al superamento degli eterni conflitti con la Chiesa. In questa situazione irrompono come il classico fulmine a ciel sereno le accuse di Ciccotti a Nunzio Nasi con tutto quello che ne consegue. Nasi non ha mai fatto mistero della sua appartenenza alla massoneria e nel clima arroventato di allora é facile capire come le accuse contro Nasi si trasformino subito in accuse alla massoneria.

Ettore Ferrari

Ettore Ferrari

Il Grande Oriente d’Italia, alla cui guida lo scultore Ettore Ferrari ha nel frattempo sostituito Nathan, si trova a fare una difficile scelta: difendere Nasi a oltranza rischiando di venire travolto dallo scandalo oppure abbandonarlo al suo destino venendo meno ai suoi principi nel caso l’ex ministro si fosse rivelato innocente? Nasi subisce quindi un altro processo, non in Senato ma al Grande Oriente d’Italia. E’ qui che si decide veramente il suo destino. Nonostante la difesa degli ex Gran Maestri Nathan e Ballori e nonostante in passato in una situazione simile Crispi sia stato difeso dall’Ordine, e nonostante le accuse nei confronti di Nasi non siano ancora pubbliche, alla fine Nasi viene espulso dalla massoneria. E’ il 7 maggio 1904 e con un tempismo degno di un orologio svizzero, due giorni dopo il tribunale di Roma spicca il mandato di cattura contro Nasi. Ma come abbiamo visto, Nasi non si trova. Nathan e altri fratelli massoni lo proteggono, prima di farlo espatriare con tutta calma a Parigi.

Virgilio Nasi

Virgilio Nasi, figlio di Nunzio

La vicenda assume anche contorni grotteschi, con l’Osservatore Romano che nell’editoriale “La consegna é di russare” accusa la polizia di dormire. Il giornale La Sentinella pubblica addirittura il resoconto di un appostamento di polizia nei pressi di un appartamento dove si pensa si nasconda Nasi. Il proprietario dell’appartamento scende addirittura in strada invitando gli agenti a perquisire la casa. Gli agenti ovviamente non trovano il fuggiasco, che, racconta il giornale, è andato al piano di sopra poco prima.

Nasi adesso é solo. Anche la Massoneria lo ha abbandonato. In molti, e Nunzio Nasi e suo figlio Virgilio sono tra questi, pensano che dietro l’espulsione ci sia Giolitti. Uno dei principali accusatori al Grande Oriente é stato infatti l’onorevole Giovanni Camera, massone considerato “servo di Giolitti”.

Per fortuna di Nasi però, non lo abbandonano i suoi sostenitori. Il Giornale di Trapani ad esempio non ha dubbi. In un articolo del 26 ottobre 1904 intitolato IL GRAN TRADIMENTO si legge:

Nel numero 7 di questo giornale abbiamo detto che la Massoneria ha vigliaccamente abbandonato, condannato l’On.Nasi ed aggiunto: “a quale perfidia scellerata non si ispirano alcuni meschini furfantelli che intenderebbero dare l’ultimo crollo a questo gigante del pensiero, dell’anima italiana, facendo credere che Egli è stato radiato dalla Massoneria, perché ha commesso la colpa massima. Essi si guardarono però dal fare opera perché questa colpa sia determinata,chiarita, provata; perché anche essi sono convinti che, svelato il segreto, non il Nasi ne ritrarrebbe danno maggiore, ma i suoi crocifissori, che non sanno quel che si fanno. Forse essi mai saranno conosciuti in tutta la laidezza della loro colpa, ma di questa a poco a poco, se ne rivelerà tanto quanto sarà sufficiente perché gli onesti possano giudicare con serenità.

La loggia trapanese Mazzini non si stanca di chiedere la revisione del processo massonico, ma tutte le richieste vengono respinte. Nel frattempo é cominciato il processo in Senato e tra le accuse a Nasi c’é anche quella di avere favorito sfacciatamente la massoneria. Nathan, nel frattempo diventato sindaco di Roma, chiamato a testimoniare all’Alta Corte, smonta decisamente queste accuse. In realtá Nasi ha favorito si qualche massone, ma sono stati tanti anche quelli a cui ha detto di no e questo di certo non gli ha giovato e ha avuto un peso nel processo sia in Loggia che in Senato.

Ma perché anche la massoneria ha condannato Nasi, il suo figlio prediletto? La risposta, ammesso che ci sia, non la trovate sin questo articolo. Le vicende massoniche sono spesso di non facile interpretazione e noi dobbiamo riprendere di nuovo la nostra rotta e finire la storia della vita di Nasi.

(CONTINUA)

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3 thoughts on “NUNZIO NASI – PARTE IX

  1. Nove articoli ed ancora non mi è chiaro se fosse una figura positiva o negativa! Cosa ne pensa l’autore del blog?

  2. Era Nunzio Nasi ai comandi del diriggibile Italia durante la trasvolata del Polo Nord?
    Nella parte XIV i tabbulati della telefonata di Umberto Nobile

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