NUNZIO NASI – PARTE IV

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Nel cuore del popolo amato non c’é spada che possa colpir!

Prima di vedere cosa succede a Nunzio Nasi di ritorno dall’esilio facciamo un salto indietro e torniamo a Trapani nel novembre del 1904. Ci sono le elezioni per il Parlamento italiano e Nunzio Nasi, deputato alla Camera ininterrottamente da 18 anni, si candida da Parigi.

Trapani non solo non lo tradisce, ma incredibilmente i voti per lui sono superiori alle elezioni precedenti. Un trionfo. L’elezione di Nasi significa la revoca del mandato d’arresto e la necessitá di una nuova autorizzazione a procedere. Una indubbia vittoria per l’ex ministro, ma la Giunta della Camera ne invalida l’elezione con la tesi che la fuga significa ribellione alla legge e conseguente perdita del diritto di essere eletto. Bisogna, solo nel collegio di Trapani, ripetere le elezioni. Siamo nel 1905 e Nasi ottiene un nuovo plebiscito superando addirittura il numero di voti ottenuti l’anno precedente. Ma anche questa volta la Giunta della Camera ci mette lo zampino e invalida anche quest’altro plebiscito.

A Trapani la situazione é tesa. In cittá non si parla d’altro, e l’insofferenza verso il governo centrale cresce ogni giorno di piú. Ma il caso Nasi appassiona e monopolizza ormai i dibattiti e le prime pagine dei giornali anche al di fuori delle mura cittadine. Cesare Lombroso lo difende e accusa il pubblico ministero di coprire la “criminalitá burocratica”. Guglielmo Ferrero da Parigi si rammarica che a Parigi il caso non ha suscitato la stessa attenzione dell’Affaire Dreyfus una decina d’anni prima.

In questo clima si arriva all’aprile 1906 e Trapani va al voto per la terza volta nel giro di due anni. Il risultato nelle parole del giornale La Patria:

Se la prima elezione di Nunzio Nasi, dopo l’accusa, fu entusiastica, se la seconda fu plebiscitaria, non troviamo acconcia qualifica per questa terza; perché, non entusiasmo, non plebiscito, bensí delirio ha invaso trapanesi e non trapanesi. E infatti quel che é avvenuto ed avviene in quella cittá é qualcosa di superiore a qualsiasi confronto

Un plebiscito insomma, superiore a tutti quelli precedenti, ma per la terza volta in tre anni la Giunta della Camera annulla le elezioni. E chissá quanto sarebbe durato ancora questo tira e molla se nel giugno 1906 la Cassazione non avesse deciso l’inammissibilitá di ogni ricorso contro l’annullmento dell’elezione di Nasi… Ma a Trapani non la prendono bene…

Dimostrazione a sostegno di Nunzio Nasi

L’annullamento di una elezione puó passare, ma l’inammissibilitá del ricorso ha l’effetto di una scintilla in una fabbrica di esplosivi. Il popolo si impadronisce improvvisamente della cittá e la tiene al buio in segno di lutto. Gli avvenimenti che si susseguono poi sono frenetici: tutti gli edifici pubblici vengono chiusi, la forza pubblica ritirata, tutti i segni della sovranitá italiana cancellati, il consiglio comunale si dimette in blocco, il popolo irrompe nell’aula consiliare, viene bruciato il ritratto del Re. Il busto di Nasi viene esposto dal balcone. Si respira aria di Vespri siciliani, o di rivoluzione francese dato che sul palazzo di cittá viene issato il tricolore francese.

La via dove é nato Nasi, la Rua Grande, dopo l’unitá d’Italia corso Vittorio Emanuele, viene ribattezzata via Nunzio Nasi. E ad ogni angolo delle strade si cantano canzoni rivoluzionarie. L’inno Nasi diventa la colonna sonora dell’insurrezione.

Inno Nasi 1

Ma la protesta non riguarda soltanto Trapani. Manifestazioni di sostegno a Nasi si svolgono in tutte le cittá siciliane, a cominciare a da Palermo, sebbene con toni leggermente piú moderati.

Quando una protesta diventa cosí calda o rientra o diventa rivoluzione, o forse addirittura secessione. A Trapani non accade niente di tutto questo. Trapani diventa invece uno stato nello stato. Uno stato di autogestione permanente il cui cuore era a Parigi. Cosí mentre si susseguono gli appelli al Re e la battaglia giudiziaria contiunua nei tribunali, si arriva alla sentenza della Cassazione del giugno 1907, con cui la magistratura ordinaria rimette il destino di Nasi nelle mani del Parlamento e che gli permette di affrontare il ritorno in Italia con la sicurezza di chi sa di essere sul punto di vincere la partita…

(CONTINUA…)

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