NUNZIO NASI – PARTE I

 PARTE SECONDA ==>

 Dalla Rua Grande a Montecitorio

Nunzio NasiOggi si racconta la storia di un politico italiano accusato di vari illeciti, processato in Senato, giudicato colpevole e interdetto dai pubblici uffici. Non si parla di Berlusconi ma di Nunzio Nasi.

Siamo a Trapani esattamente a metà del 1800. Nunzio Nasi nasce nella Rua Grande, l’attuale Corso Vittorio Emanuele, figlio di un aromatario, cioé droghiere, tutto sommato benestante. Nunzio si diploma al Liceo Classico e su insistenza del padre si prepara per l’ammissione all’accademia militare, ma appena rimasto orfano capisce che la vita nelle caserme non si adatta alla sua ambizione. Si laurea allora in Giurisprudenza a Palermo, e dopo un breve soggiorno a Roma, ritorna a Trapani dove si inserisce nella vita cittadina diventando uno dei principali protagonisti della nuova classe borghese che contende il potere alla vecchia aristocrazia garibaldina.

A Nunzio piace la politica. A 33 anni viene eletto consigliere comunale, e due anni dopo consigliere provinciale. Ma non vuole fermarsi qui…

La Gazzetta di Trapani pubblica in prima pagina una lettera di Nunzio Nasi

1891 – La Gazzetta di Trapani pubblica in prima pagina una lettera di Nunzio Nasi (Collezione Antonino Perrera)

La sua grande occasione arriva nel 1886. Ci sono le elezioni nazionali e Abele Damiani, luogotenente di Crispi, gli chiede di candidarsi in una lista che si oppone al trasformismo di Depretis.

Nunzio Nasi accetta e ce la fa per un pelo. Risulta l’ultimo degli eletti, ma la sua popolaritá cresce rapidamente e le successive elezioni del 1890 dimostrano che ormai non ha nulla da inviadiare agli altri big filocrispini, come ad esempio il barone Vincenzo Saporito da Castelvetrano, con cui intraprende una diffidente collaborazione destinata a durare parecchi anni.

Il busto di Nunzio Nasi a Montecitorio - opera di Ettore Ximenes

1892 – Busto di Nunzio Nasi conservato a Montecitorio – opera di Ettore Ximenes

Quello che colpisce di Nunzio Nasi é la cura maniacale riservata all’immagine pubblica e il rapporto privilegiato che ha coi mass media dell’epoca: non c’é giornale a cui non conceda un’intervista, posa per innumerevoli artisti, e poi fotografie, cartoline e stampe, tutto funzionale a quello che si puó a buon diritto definire un culto della personalitá. Tra i suoi sostenitori uno stuolo di popolane, le nasiane, pronte a tutto per lui. Una di esse, detta la Cappotta, conclude addirittura ogni suo discorso con la frase “Viva Nasi che l’acqua trasi!”, per osannare l’uomo che per primo é riuscito a portare l’acqua a Trapani, Nunzio Nasi appunto.

Con la riforma elettorale dela 1892 viene introdotto il collegio uninominale e Nasi ne approfitta per rafforzare la sua leadership, facendo breccia soprattutto negli artigiani e nella piccola borghesia e trasformando le elezioni in veri e propri plebisciti personali, plebisciti che di volta in volta si concludono inevitabilmente in trionfo.

1892 - Per celebrare la costruzione del primo acquedotto della cittá, l'acquedotto Dammusi, viene costruita la Fontana del Tritone

1892 – Per celebrare la costruzione dell’acquedotto Dammusi, il primo della cittá, viene inaugurata la Fontana del Tritone

Alla Camera sostiene i primi due governi Crispi, siede tra i banchi dell’opposizione durante quello di Antonio Starabba, marchese di Rudinì, siciliano anche lui, e tra quelli della maggioranza nel primo ministero Giolitti, espressione della sinistra liberale. Il suo modo di fare politica é dinamico. Appoggia di volta in volta ora l’Estrema Sinistra, ora i radicali, ora i crispini, ma si oppone sempre alle repressioni, contro chiunque siano dirette, siano essi socialisti, anarchici o i Fasci Siciliani.

Viene rieletto trionfalmente nel 1895, e di nuovo nel 1897, nelle elezioni che vedono una ecatombe dei seguaci di Crispi. Nunzio Nasi é ormai diventato uno dei politici siciliani piú popolari, ma siamo solo all’inizio…

 (CONTINUA…)

 PARTE SECONDA ==>
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