LA FESTA DEI MORTI

“Armi santi, armi santi,
Io sugnu unu e voi síti tanti:
Mentri sugnu ‘nna stu munnu di guai
Cosi di morti mittitimìnni assai.”
(preghiera propiziatoria)

Danza dei mortiSembra incredibile ma al giorno d’oggi c’é ancora qualcuno che non conosce l’usanza dei morti di portare regali ai bambini.

Giá a fine ottobre si comincia a respirare un’aria di festa. Scuole chiuse, cittá addobbate, bancarelle piene di giocattoli, l’aria profuma di dolci, di pupi di zucchero, di frutta martorana. Ma soprattutto la notte tra l’uno e il 2 novembre arrivano i defunti a portare i regali ai bambini. Nonni, bisnonni, zie, prozie, morti da tempo e di cui si serba solo un vago ricordo nella memoria, per un giorno ritornano sulla terra per fare felici i bambini.

Il giorno prima il bambino non pensa ad altro. Ogni momento della giornata a pensare cosa gli porteranno i morti, ma l’attesa raggiunge il culmine la sera del primo novembre quando é ora di andare a dormire. La tentazione di restare svegli ad aspettare é troppo forte, ma non é possibile. Attenti bambini. Se i morti vi trovano svegli, vi tirano per i piedi spaventandovi, é proprio il caso di dirlo, a morte!! Quindi, di malavoglia, dopo aver lasciato qualcosa da mangiare per i visitatori notturni, ci si mette a dormire, e l’indomani, appena svegli, ci si catapulta giú dal letto per cercare i regali abilmente nascosti. Si cerca fino a quando, anche con l’aiuto dei genitori, si trova il tesoro: un giocattolo, uno scacciapensieri, una cosa desiderata da tanto tempo. E poi ovviamente al cimitero assieme agli adulti a ringraziare i morti. Ma qui le strade si dividono. I bambini tornano quasi subito a casa a giocare e a far vedere il regalo agli amici, e gli adulti, soprattutto le persone anziane, si fermano al cimitero piú a lungo, talvolta tutta la giornata, a chiaccherare allegramente con i conoscenti.

Chi ti purtaru i morti? Na pupa cull’anche torte
(filastrocca trapanese)

Il regalo dei morti nel racconto di un bambino

Il regalo dei morti nel racconto di un bambino

Articolo dedicato a Livius Lí, che non ha mai avuto la gioia ricevere un regalo dai morti
Annunci

8 thoughts on “LA FESTA DEI MORTI

    • Ok, non posso nascondere di sentirmi lusingato dall’essere citato in un blog così autorevole da aver fatto persino da sponsor ad una maratona.
      Ciononostante non posso esimermi dal sottoporti una serie di considerazioni che io, alla veneranda età di -2 anni, avrei fatto nel sentir parlare di questa festa:
      1) come può un bambino non essere terrorizzato all’idea che uno o più morti usciranno dalle loro tombe e entreranno nottetempo nella sua stanza e, al limite, gli tireranno anche i piedi?
      2)considerato il modo in cui sono rappresentati i morti nella moderna letteratura cinematografica e di videogiochi, si può escludere che un bambino decida di attendere i non-morti imbracciando la lupara del papà?
      3) secondo lo stesso principio, che tipo di snack lascerebbe un bambino ad un non-morto? latte, biscotti o… Cervella?

  1. Avendo già discusso con alcuni di voi sull’argomento di questo articolo, provo io a dare qualche risposta, senza nulla togliere ad Ale e a quanti altri vogliano dire la propria.

    I bambini non temono i morti perchè, più che uscire dalle tombe, nella notte tra 1 e 2 novembre, i cari che non sono più con noi avranno ancora una volta l’occasione di ritornare a mostrare il loro affetto verso i più piccini. I “morti” quindi non vengono per spaventare ma per portare dei regali alle persone care.
    Di conseguenza i bambini, che si pongono, vero, tante domande, ma che si danno risposte aiutandosi molto più di noi con la fantasia, non hanno affatto paura di questa visita notturna, ma sono contenti perchè sanno che i cari defunti, anche se nell’aldilà, hanno trovato un modo per non lasciarli soli.
    Il prezzo da pagare, in questo caso, è, da parte dei bambini, il vincere la voglia di rimanere svegli e l’aspettare invece con pazienza che i “morti” si prendano ancora una volta cura di loro portando giochi e dolci mentre i bambini dormono tranquilli.

    Per cui, viva chi compra pupi di zucchero, orsetti e macchinine. Ma non ditelo ai bambini… i morti potrebbero venire e tirarvi per i piedi! :)

    Grazie Ale per questo bell’articolo e un saluto a Livio e a tutti!

  2. Salvatore, il tuo commento é da incorniciare. Per quelli che non sono cresciuti guardando i film di Italia 1, i morti sono persone care, buone e che portano i regali. Perché averne paura?
    La lupara conserviamola per i vivi :-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...