LA SFORTUNATA CROCIATA CHE PASSÓ DA TRAPANI

Che hanno in comune la Sfinge nell’Altopiano di Giza e la chiesa di Sant’Agostino a Trapani?

Forse niente o forse molto di piu di quello che pensiamo.

La storia comincia nel 1095 quando il papa Urbano II bandí la prima Crociata.

Era dalla caduta di Gerusalemme in mani islamiche avvenuta nel 638 per mano del califfo Omar ibn al-Khaṭṭāb che il mondo cristiano si interrogava su come liberare la cittá dal giogo musulmano.

Gillot Saint-Evre: Pietro l’eremita incontra l’imperatore bizantino Alessio Comneno – 1096 (credit chateau-versailles.npage.de)

Dopo l’anno 1000 i fermenti di riconquista assunsero maggior vigore e, nella seconda metá del secolo, un religioso francese, Pietro d’Amiens, detto Pietro l’eremita, giró tutta l’Europa in lungo e in largo per convincere i sovrani dei vari paesi a riconquistare il Santo Sepolcro. “Deus le volt” era il motto col quale terminava i suoi appassionati sermoni.

I suoi sforzi furono premiati quando papa Urbano II alla fine del Concilio di Clermont nel 1095 invitó tutti i cristiani di Occidente ad unirsi per liberare la Terrasanta. Fu l’inizio del periodo delle Crociate, che duró fino alla fine del XIII secolo.

Trapani, durante questo periodo fu, come il resto della Sicilia, sotto il dominio normanno e, dal 1266 in poi, sotto quello angioino.

In cittá si organizzarono solenni processioni e molti si arruolarono come volontari. Le rotte per la terrasanta passavano di solito per la parte orientale della sicilia, ma Trapani fu comunque protagonista di alcuni importanti avvenimenti bellici.

Uno fu la conquista di Tripoli di Libia nel 1146 da parte di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II, che partí da Trapani a capo di una possente flotta. La conquista di Tripoli fu facile e assicuró il controllo del Mare Mediterraneo per i decenni a venire.

El Greco - San Luigi Re di Francia (credit Wikipedia)

El Greco: San Luigi Re di Francia (credit Wikipedia)

Ma l’avvenimento che interessó di piú Trapani fu senza dubbio l’ottava crociata. Siamo nel 1270. Tunisi e l’Africa settentrionale sono in mano del califfo Muhammad I al-Mustansir, che alcune voci dei soliti ben informati davano sul punto di convertirsi al Cristianesimo. Luigi IX re di Francia, assieme ai figli Filippo, Giovanni Tristano e Isabella, al marito di quest’ultima Teobaldo di Navarra, al nipote Roberto d’Artois e un’altra vagonata di nobili, salpó il 1° luglio da Aigues-Mortes alla testa di una possente flotta, si fermó a Trapani per i rifornimenti (alcune fonti forse piú attendibili dicono Cagliari) e riparti per Tunisi il 18 luglio nel pieno calore dell’estate africana. Cosa se ne facesse di una flotta cosí poderosa se il turco era sul punto della conversione si capí quando, sbarcato nei pressi di Cartagine, Mustansir gli offrí 80000 scudi d’oro in segno di amicizia, ma gli fece sapere che non aveva nessuna intenzione di aderire alla fede cristiana e ordinó il rafforzamento delle fortificazioni di Tunisi.

Luigi accettó la donazione, ma si affrettó a sbarcare i resti del suo esercito e si preparó alla guerra, aspettando impazientemente i rinforzi che suo fratello Carlo, in quel momento re di Sicilia, gli aveva promesso. Non ci fu peró il tempo di sparare nessun colpo di cannone perché, prima ancora dell’arrivo di Carlo, una fulminea epidemia di dissenteria falcidió l’esercito francese. Re Luigi fu tra i primi ad essere colpito e morí nella terra degli infedeli, pochi giorni dopo il figlio Giovanni Tristano.

Jean Fouquet: Morte di San Luigi - Battaglia di Tunisi -1270 (credtit Wikipedia)

Jean Fouquet: Morte di San Luigi –
Battaglia di Tunisi 1270 (credit Wikipedia)

Secondo una usanza in voga a quel tempo il corpo di Luigi fu fatto bollire nell’acqua e nel vino per separare la carne dalle ossa, cosa provvidenziale perché sia il figlio del defunto, adesso nuovo Re di Francia col nome di Filippo III, che il fratello Carlo reclamavano il corpo del regale defunto. Dopo animate discussioni l’accordo fu che le ossa e il cuore sarebbero andati a Filippo, tutto il resto delle viscere a Carlo.

Le due flotte, quella di Filippo e quella di Carlo, lasciarono l’Africa settentionale il 17 novembre 1270, una in direzione Parigi e l’altra in direzione Palermo. Una violenta tempesta nel canale di Sicilia e l’aggravarsi delle condizioni di salute di gran parte degli equipaggi costrinsero peró le due armate reali a fare tappa forzata a Trapani.

Francisco Mendoza: Teobaldo di Navarra

Francisco Mendoza: Teobaldo di Navarra

Le due bare contenenti le spoglie di Re Luigi, quella del figlio Giovanni Tristano, quella del cappellano Pietro di Villebéon, furono ospitate fuori cittá nella piccola chiesetta dell’Annunziata, donata qualche anno prima dalla famiglia degli Abbate ai padri Carmelitani. Anche gli ammalati di quella sventurata spedizione furono ospitati da quelle parti per evitare contagi alla popolazione.

Purtroppo i lutti per la famiglia reale francese non erano ancora finiti. Teobaldo Re di Navarra, genero del defunto, che si era ammalato di dissenteria durante la spedizione africana spiró in Trapani il 4 dicembre. Il resto dei Francesi e la consorte Isabella, sospettando che quella cittá non portasse bene si affrettarono a ripartire, ma Isabella non ce la fece a raggiungere Parigi, morí a Hyères, presso Marsiglia pochi mesi dopo. Non fu l’unico lutto di quel viaggio. Anche Alfonso III di Poitiers e la moglie Giovanna di Tolosa morironó per strada e furono sepolti nella cattedrale di Savona.

Il 22 maggio 1271, quasi nove mesi dopo la morte di Luigi, la salma arrivó nella Cattedrale di Saint-Denis, accolta da scontri tra il clero parigino e i monaci della cattedrale.  Questa é la fine, non solo di quella disgraziata spedizione, ma anche del sogno di riconquista dell’Europa cristiana. Qualche anno dopo, Luigi fu proclamato santo da Bonifacio VIII e nel corso dei secoli le sue spoglie hanno attraversato varie peripezie. Adesso, per ironia del destino, la maggior parte di quel che rimane delle sue reliquie é conservata nella cattedrale di Cartagine, intitolata a San Luigi, ovvero proprio a lui. Cartagine, la stessa cittá dove non era mai riuscito a entrare da vivo…

Bella storia e ingloriosa fine, ma in tutto questo che c’entrano la Sfinge e la chiesa di Sant’Agostino? Un po’ di pazienza, la storia continua….

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