LA MERAVIGLIOSA EPOPEA DELLA JUVENTUS TRAPANI (TERZA PARTE)

Mettetevi comodi perchè questa indimenticabile pagina di storia va gustata con calma.

Se non lo avete già fatto leggetevi le prime due parti

Prima piccola premessa: Enrico Schönfeld, l’austroungarico venuto dall’America
Seconda piccola premessa: Le origini del calcio a Trapani

I 5 meravigliosi anni della Juventus Trapani

Abbiamo lasciato Schönfeld a New York. Siamo nell’estate del 1930 ed Enrico gioca negli Hakoah All-Stars. Ma all’improvviso lo torviamo a Trapani ad allenare la squadra di una società di recente formazione, la Juventus Trapani, che si prepara ad affrontare il campionato di terza divisione. Ma come è arrivato? E perchè? Questo è ancora oggi un mistero. Trapani allora non era certo una piazza di primo piano per chi avesse ambizioni calcistiche e, ricordiamolo, Enrico era abituato a giocare a San Siro o al mitico Filadeflia di Torino. Chissà come è arrivato a Trapani? Allora le vie di comunicazione non erano certe quelle di adesso e anche il movente sentimentale sembra potersi escludere. Forse uno dei lettori più anziani di questo umile blog potrebbe averlo conosciuto e magari conosce la risposta a quello che per tutti gli altri è ancora un mistero…

Ed è un mistero anche il motivo per cui, in una piazza provinciale e tutto sommato fuori dal grande circuito calcistico del tempo, il presidente della Juventus Trapani, Tanino Gionfrida e il barone Francesco Adragna, principale finanziatore della squadra, abbiano affidato la squadra ad uno straniero, seppur qualificatissimo.

Enrico Schönfeld

E’ la stagione 1930-31. Accolto inizialmente con scettismo e curiosità, Enrico prende sul serio il suo nuovo ruolo e porta la precisione mitteleuropea in una squadra che di questo aveva bisogno. Quattro allenamenti settimanali alle sette di mattina non si erano mai visti a Trapani. E tutto questo per giocare contro squadre del calibro di Dopolavoro Ferroviario Palermo, Bagheria o Nauting Termini Imerese… Ma i risultati danno ragione a lui ed alla fine della stagione i nero-azzurri trapanesi (chissà forse i colori sociali sono un omaggio di Schönfeld alla sua ex-squadra, o forse no?) arriva secondo dietro il GUF Palermo e viene promosso in seconda divisione. Nel corso dell’anno arriva anche in semifinale della Coppa Arpinati, ma forse il risultato più importante raggiunto dalla squadra è l’enorme entusiasmo suscitato. Ormai il calore dei tifosi trapanesi, anche se talvolta è eccessivo, accompagna la squadra in tutte le sue partite casalinghe.

14 febbraio 1932 – La Juventus Trapani scende in campo agli Spalti contro l’Agrigento. La partita sarà vinta 3-0 dagli juventini.

Anno 1931-32. Arrivano Gobetti dalla Juventus Torino e Tommei dal Torino. E’ un anno indimenticabile. La Juventus vince il campionato il Seconda Divisione terminando la stagione imbattuto. Si lascia alle spalle squadre come Acireale, Agrigento, Palermo riserve e Catania riserve. Il campo degli Spalti è tabù per tutti gli avversari e solo l’Acireale riesce a strappare un pareggio ai padroni di casa. La tifoseria è incontenibile. “Cicciu Pilusu” (all’anagrafe Francesco Di Trapani), roccioso difensore, è l’idolo dei tifosi e l’anima della squadra, una squadra che un austro-ungarico venuto da chissà dove ha saputo portare alla ribalta in un anno e mezzo. Quello tra l’altro è l’anno del gagliardetto della Juventus in seta e oro che in una suggestiva cerimonia al campo degli Spalti viene benedetto dal ciantro della Cattedrale, mons. Vincenzo Sesta, e innalzato al cielo dal capitano Francesco Di Trapani.

Il campo degli Spalti. Una incredibile la cornice di pubblico assiste alla partita dai balconi e dai terrazzi delle case adiacenti il terreno di gioco (fare clic per ingrandire)

Francesco Di Trapani – Cicciu Pilusu

Silvano Stoppa, capocannoniere del Trapani nel 1932-33

Anno 1932-33. Prima Divisione. Si preannuncia un campionato difficile senza grandi pretese di classifica e con un modesto bilancio. In prima divisione ci sono anche squadre d’oltre stretto con più esperienza e più possibilità di Trapani. L’obiettivo è togliersi qualche soddisfazione e nulla più. In fin dei conti che vuoi fare se nel girone devi vedertela squadre come Cosenza, Catania e Reggina? E infatti quell’anno il campionato fu vinto dalla Catanzerese e dal Syracusae che precedettero il Cosenza. Ma il Trapani ottenne un rispettabilissimo quarto posto in compagnia di Catania e Reggina. E, come l’anno precedente, il Trapani si confermò imbattibile al campo degli Spalti.

Riviviamo una di quelle partite, Trapani-Cosenza, raccontata da Il lunedi Trapanese:

… “Un errore di Brondi (del Trapani, ndTP), nell’inusitato ruolo di terzino, dà modo a Perazzi (del Cosenza, ndTP) di

segnare. Nelva poco dopo pareggia e allo scadere del primo tempo Fallai (del Trapani, ndTP) porta in vantaggio la Juventus. Il campo degli Spalti è in fiamme. Primo tempo ottimo, nessun fallo cattivo da ambo le parti. Juventus ben registrata in tutti i reparti (malgrado il vento a sfavore). Cosenza granitico in difesa, malgrado le incertezze di Forotti (del Cosenza ndTP), slegato all’attacco, che vive solo per la sagacia e l’esperienza di Fenili (del Cosenza, ndTP). L’arbitro Cinti si è dimostrato sùbito in nerissima giornata. Mortarotti e Vay, del Cosenza, infortunati in precedenza, calano e gli ospiti, venuti per vincere, si lasciano andare al gioco scorretto (si distingue Perazzi). Gli juventini reagiscono. L’arbitro, che non vede i cosentini, espelle Stoppa e poco dopo Fallai (per avergli risposto arrogantemente). Poccardi (Trapani, ndTP), col sopracciglio spaccato per oltre cinque centimetri, si batte come un leone. Barbini zoppica, ma tiene; Mortarotti è trasportato fuori campo e rientra solo verso la fine; Di Martino accusa un duro colpo, ma dopo pochi minuti rioccupa il suo posto; Vay è zoppicante; a 10 minuti dalla fine Vignozzi, ricevuta una tremenda gomitata allo stomaco, viene portato svenuto negli spogliatoi e rimane senza conoscenza per oltre un’ora. I trapanesi finiscono la gara in otto. Il pubblico è furioso”…

Ma alla fine è vittoria, e a poco valgono le proteste del Cosenza, basate sul fatto che la squadra assediata è costretta ad uscire dagli spogliatoi sotto la scorta di una trentina di agenti. E al campo degli Spalti sarà vittoria anche con tutte le altre squadre del girone, ad eccezione del Syracusae che riesce a strappare un pareggio.

Sono anni d’oro, gli anni di Schönfeld. Sono da ricordare in quell’anno anche una amichevole contro la formazione ungherese del Bocskai, che schiera anche due nazionali, e che riesce a battere 3-0 la Juventus e una tournè in Tripolitania dove la Juventus riesce a vincere la Coppa messa in palio dalla Federazione Tripolina Giouco Calcio. Per l’occasione anche Schönfeld scende in campo, cosa che occasionalmente aveva fatto anche in precedenza.

31 dicembre 1932 – Prima della partita i giocatori del Bocskai e della Juventus Trapani posano assieme per una foto ricordo. Sul campo vinceranno i danubiani per 3-0

11 febbraio 1933 – La Juventus Trapani scende in campo a Tripoli

Anno 1933-34. Si cambia. Va via Schönfeld e arriva Attilio Buratti. E’ questo è un altro mistero. Perchè va via Schönfeld? Mancanza di stimoli? Amarezza dopo le polemiche per non avere valorizzato abbastanza alcuni giovani locali? O forse qualche contrasto con i dirigenti? Fatto sta che alla fine del campionato precedente anche Francesco Adragna, nel frattempo divenuto presidente della Juventus Trapani, presenta le sue dimissioni. Misteri su misteri. Sembra una puntata di Blu Notte e anche per chi scrive ricostruire le vicende a 80 anni di distanza non è per niente facile….

Pietro Miglio

Comunque un ciclo è finito, la squadra è molto rinnovata e qualcuno addirittura propone di cambiare nome alla squadra, da Juventus Trapani ad Associazione Calcio Trapani, anche se poi non se ne fa niente. La situazione societaria è grave, senza presidente e senza soldi, con un terreno di gioco durissimo e di dimensioni ristrette, cosa che suscita le ire di Attilio Buratti. Comicia così a Trapani il primo campionato dell’era post-Schonfeld. E comincia male, nonostante l’acquisto del portiere Pietro Miglio proveniente dall’Inter che allora si chiamava Ambrosiana. Miglio tra l’altro era famoso perchè si era messo in mostra risultando il migliore in campo in una partita che l’Inter perse 6-0 in casa dello Sparta Praga. Comunque, nonostante il portiere, le sconfitte si susseguono. Dopo tre anni il campo degli Spalti viene violato dal Savoia e addirittura in segno di protesta contro le decisioni arbitrali la squadra non scende in campo contro il Cosenza (0-2 per forfait ovviamente), con conseguenti penalizzazioni, squlifiche del campo e multe. E’ una situazione pesantissima che peggiora a novembre col polemico addio di Attilio Buratti. Senza allenatore, senza dirigenza, con le sconfitte che si susseguono la situazione è disperata. Ma il 13 gennaio su Il Popolo di Trapani si legge che è tornato, da chissà dove, come sempre, Enrico Schönfeld. E’ l’ennesimo colpo di scena di questa vicenda.

“…l’asso austriaco rappresenta per i nostri sportivi la tradizione, il vessillifero delle vecchie glorie juventine, una forza morale di grande importanza e una competenza di prima classe. Gli porgiamo di tutto cuore il bentornato. Abbiamo voluto avere le sue impressioni sùbito dopo il suo ritorno da Caltanissetta. Egli ci ha affermato che la squadra cigola paurosamente in tutti i reparti. Pochissima intesa, pochissimo giudizio nel lavoro offensivo, una preoccupante lentezza nel ripiegare in difesa. Del resto, tutti difettano di velocità e questo, in I Divisione, è il guaio peggiore. Dunque non si tratterà di aggiustare questa o quella articolazione, ma di rifare. Nuovi allenamenti, nuovi indirizzi, nuovi metodi… L’amico Schönfeld non ha molto da stare allegro”

E difatti Enrico non è allegro per niente. Al termine del girone d’andata la squadra ha collezionato 3 pareggi e 10 sconfitte e alla prima di ritorno a Caltanissetta è di nuovo sconfitta. Ma Enrico non si scoraggia e si mette all’opera. I risultati però tardano ad arrivare, un pareggio interno e una sconfitta, ma alla quarta giornata (di ritorno) la musica cambia. Arriva la prima vittoria, al campo degli Spalti contro il Termini, e poi una serie di risultati positivi si alternano a qualche isolata sconfitta. E così si arriva al 1° aprile quando la capolista Catania arriva agli Spalti e viene sconfitta 1-0. La città che era già rassegnata non crede ai propri occhi. Il campionato si conclude con una sconfitta ininfluente a Palermo, col Trapani ormai salvo. Ancora una volta Schönfeld ha fatto il miracolo. E come al solito quando c’è lui in panchina, al campo degli Spalti nessuna squadra ospite riesce a passare.

Anno 1934-35: La gioia della inaspettata salvezza dell’anno precedente dura pochissimo. La morte per tifo di Giglio Vignozzi, terzino livornese ma trapanese d’adozione commuove la città e priva la squadra di una ala formidabile. Ma, come sempre, è la situazione societaria a preouccupare di più. Infatti mancano i soldi, problema cronico, e la società è sempre sull’orlo del fallimento. La prima Divisione del resto richiede investimenti e giocatori. In compenso c’è sempre lui, l’ormai mitico Schönfeld, che ha associato il suo nome alle pagine più belle del calcio trapanese. Il campionato comincia male con due sconfitte esterne ma pian piano l’organizzazione e il valore della squadra falcata vengono a galla. Il campionato è difficile, la concorrenza è agguerrita e alla fine del girone di andata, dopo aver superato una tempesta societaria con la squadra sull’orlo del ritiro dal campionato, la Juventus si trova nei piani medio alti della classifica. Anche il girone di ritorno è positivo, con 8 vittorie e 3 sconfitte, e alla fine del campionato la Juventus è seconda in compagnia della Nissena e della Salernitana alle spalle della Palmese, la quale nelle ultime giornate di campionato trae benficio dal forfeit di alcune forti squadre avversarie, suscitando i sospetti dei malpensanti trapanesi. Il campo degli Spalti rimane inespugnato anche quest’anno ma ormai non fa più notizia.

1934-35: Amèrico Ruffino, forte ala argentina

1935-36. Comunque l’anno successivo è serie C, appena istituita. Ma il pubblico trapanese ha ben altro di cui preoccuparsi che non la Palmese. Il piccolo campo degli Spalti, già allargato, non basta più e poi soprattutto si devono fare i conti con una perenne crisi societaria, causa di incertezza che fa allontanare da Trapani alcuni possibili rinforzi. Ma che soprattutto porterà il 21 settembre la FIGC a escludere la Juventus dal campionato in favore del Prato. Peccato! Il campionato di serie C neppure comincia. I giocatori se ne vanno, c’è aria di smobilitazione a Trapani. Però c’è sempre lui, Schönfeld, che con lo stesso impegno di sempre attorno ad un gruppo di giovani indigeni mette assieme alla meno peggio una squadra per affrontare il campionato di Prima Divisione. E in un modo o nell’altro si riesce a portare a termine il campionato ma il calcio trapanese è ormai alla frutta. Anche Schönfeld lo sa e parte chissà per dove in silenzio come suo solito, senza nessuno che provi a trattenerlo e senza una lacrima dei suoi supporters. La Juventus scompare con lui e nell’anno successivo Trapani rimene senza calcio. Anche il campo degli Spalti teatro delle gesta eroiche della Juventus versa in condizioni di abbandono. Si concludono così i cinque anni gloriosi della Juventus Trapani (in realtà gli anni sono 6 ma il sesto è da dimenticare). La Juventus Trapani rimane solo un ricordo così come quell’austroungarico venuto a dal nulla e ripartito nel nulla. Di lui si racconta che unisse la meticolosità e il pragmatismo teutonici a una profonda conoscenza del calcio e dei suoi uomini. Portò a Trapani calciatori di livello nazionale e valorizzò i giovani locali. Diede alla squadra un gioco e un’anima. Regalò a Trapani l’entusiasmo per uno sport che fino ad allora non c’era mai stato. E anche se negli anni successivi il calcio scomparve da Trapani, la Juventus rimase per decenni il modello a cui fare riferimento. E questo é merito di Enrico Schönfeld. Quello che successe a Schönfeld lasciata trapani è avvolto nel mistero. Le poche frammentarie notizie che abbiamo dicono che Schönfeld, lasciata Trapani e successivamente l’Italia a causa delle leggi razziali, allenò dopo la guerra la squadra di ex deportati Hakoah Hallein. Poi di lui si perdono le tracce. Non si conosce la data di morte. Diversi siti internet lo inseriscono tra gli sportivi che hanno dato lustro al popolo ebraico.

Fonti:
Franco Auci – 1905, da quel seme… La storia del Trapani (da cui sono prese tutte le foto presenti in questo articolo)
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3 thoughts on “LA MERAVIGLIOSA EPOPEA DELLA JUVENTUS TRAPANI (TERZA PARTE)

  1. @Testadaci: il calcio a Trapani è una lunga storia di successi, sconfitte, fallimenti e rifondazioni. Credo che dalla Juventus Trapani fino alla squadra che gioca oggi si siano passati il testimone una quindicina di squadre diverse. Se sei interessato ti consiglio il libro di Franco Auci.

    @Loscassamaroni: Da Enrico Schönfeld a Washington Cacciavillani ci sono una cinquantina d’anni. Washington allenò il Trapani all’inizio degli anni 80. Era uno straniero giramondo come Enrico ma ebbe molta meno fortuna di lui. Il rumpi teste gli dedicherà un articolo prima o poi.

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