LA MERAVIGLIOSA EPOPEA DELLA JUVENTUS TRAPANI (SECONDA PARTE)

Chi ha perso la prima piccola premessa su Enrico Schönfeld la puó trovare qui.

Seconda (ed ultima) piccola premessa: le origini del calcio a Trapani

Inizio 900.

A Trapani arriva un professore di Educazione Fisica, Ugolino Montagna. Proviene dall’Italia centrale dove il calcio è già conosciuto. Nella prima parte delle sue lezioni Ugolino Montagna spiega questo nuovo sport alle scolaresche e nella seconda parte passa alla parte pratica. E l’entusiasmo esplode in città. In un batter d’occhio da tutte le parti di Trapani cominciano ad affluire masse di ragazzi alla palestra di via Spalti, allora l’unica della città, ma anche ogni strada o piazza viene adibita a improvvisato campo di calcio per una partita tra ragazzi di diversi quartieri, con conseguenti vetri e lampioni rotti, inseguimenti di questurini, risse fra le opposte squadre, scappellotti e rimproveri a casa per lo stato in cui si riducevano i vestiti e per il tempo rubato allo studio…usanze queste che più o meno si sono mantenute fino ai giorni nostri.

Mettiamo da parte Ugolino Montagna e lasciamo parlare la Gazzetta di Trapani di domenica 2 aprile 1905:

“Per iniziativa di alcuni giovani volenterosi, si è istituita in Trapani una Associazione per fare il giuoco del Foot-Ball. Siamo sicuri che colla buona volontà di tutti, l’Associazione prenderà tosto uno sviluppo sempre maggiore, arrecando allo spirito della nostra gioventù un bene inestimabile. A questa associazione, che al risveglio intellettuale della gioventù accoppia il risveglio fisico, noi porgiamo i nostri più sinceri auguri di vita lunga, felice e feconda di nobili sodisfazioni”

Il marchese Platamone, fondatore dell’U.S Trapanese

Probabilmente questa società sportiva, il cui nome non viene neanche menzionato dal giornale, non ha alcun seguito tanto è vero che il più noto storico calcistico trapanese, Giacomo Pappalardo, scrive nel 1966 nel suo libro “Le prime attività sportive a Trapani” che “La prima società Polisportiva che sorse a Trapani con criteri moderni e larghi fu l’U.S. Trapanese, presieduta dal marchese Giuseppe Platamone. Iniziò l’attività intorno al 1907… Diede impulso alla scherma e al ciclismo e ai rami, allora nuovi per Trapani, del podismo e del calcio”. La retrodatazione della prima società calcistica trapanese si deve a Franco Auci, illustre giornalista scomparso nel 2009.

Comunque torniamo a Platamone. Il marchese Platamone è personaggio da film: giovane brillante, conoscitore di parecchie lingue, abile spadaccino, pianista e possiede una delle pochissime auto che sono in circolazione a Trapani. Ma sa guidare, oltre l’auto, anche l’associazione. Prende in affitto un locale, trova i finanziamenti per la società, e grazie ad un accordo col signor Passalacqua, custode della palestra di via Spalti, ottiene l’uso della palestra quando questa non è occupata dalle scolaresche. Il signor Passalacqua, un cerbero con la lunghissima barba e sempre pronto ad agitare il suo nodosissimo bastone per difendere la palestra…

Sir Thomas Lipton, magnate del tè con una passione sfrenata per il calcio e per l’America’s Cup

Ma lasciamo il marchese Platamone al suo destino, diventerà tra l’altro anche podestà di Trapani in epoca fascista, e torniamo all’U.S Trapanese, che fa il suo esordio il 7 ottobre 1908, ovviamente nella palestra di via Spalti contro il temutissimo Palermo, che ha appena vinto la Whitaker Challenge Cup e che si sta preparando ad affrontare la Lipton Challenge Cup messa in palio dal magnate del tè Thomas Lipton. Insomma i pronostici sono tutti per il Palermo e infatti per il Trapani non c’è niente da fare: è un massacro. Il Palermo si impone per 12-0 (11-0 secondo altre fonti). Ma non importa. Trapani ha la sua squadra e anche duecento persone che assistono all’incontro.

A questa partita ne seguono presto altre, con i marinai delle navi militari di stanza a Trapani, con il Marsala e, dopo il 1910, con l’Erice, neonata società calcistica antagonista del Trapani. Ben presto però l’U.S. Trapanese si sfalda e non se sente più parlare. Al suo posto però c’è una Pro Trapani si scioglierà presto a causa della guerra, ma dopo aver regalato ai suoi sostenitori la soddisfazione di due vittorie con la Lilybeo, formazione marsalese, e altre due vittorie, queste storiche, con i marinai di una nave inglese di passaggio a Trapani.

Ma arriva la guerra, dicevamo, e ben presto tutte le attività sportive a Trapani si interrompono. E’ sempre il calcio però a dare inizio alla ripresa della città nel dopoguerra. Due società sportive, la Vigor e la Drepanum, si contendono cavallerescamente il primato cittadino. E addirittura nel campionato 1921-22 la Vigor potrebbe, teoricamente, anche vincere lo scudetto. Infatti quello è l’anno dello scisma in cui sono organizzati due campionati su base regionale. In pratica chi vince la fase regionale è ammesso a quella nazionale con la possibilità di giocarsi il titolo. Ma in Sicilia la Vigor Trapani si ritira dopo aver perso due partite e il girone è vinto dal fortissimo Palermo. La Drepanum invece gioca prevalentemente amichevoli perlopiù contro gli eterni rivali marsalesi. Le due società si fondono dando vita alla seconda edizione dell’U.S. Trapanese di cui però si perdono subito le tracce. Così come si perdono subito le tracce di una A.S. Trapani, polisportiva nata con grandi ambizioni, ma che rivolgerà la sua attenzione ad altri sport soprattutto al canottaggio.

I fratelli Zolli nel 1924. Da sinistra a destra: Zolli V (Franco), Zolli IV (Renato), Zolli II (Guido), Zolli III (Alberto) e Zolli I (Nino)

La storia non ci dice molto su questi pioneri del calcio trapanese. Qualche frammento di memoria si è tramandato fino a i giorni nostri grazie ai racconti dei primi tifosi. Tonino Tosto ad esempio, instancabile condottiero della prima U.S. Trapanese, il portiere Giovanni Mineo, noto per le sue spettacolari respinte di pugno, e i cinque fratelli Zolli che riescono a militare, forse un record, tutti e cinque nello stesso anno nell’U.S. Trapanese.

Così a venticinque anni di distanza dala nascita dell’U.S. Trapanese il calcio a Trapani va avanti alla meno peggio. Si gioca ancora al vecchio campo degli Spalti davanti a qualche centinaio di appassionati che seguono le partite in piedi dietro il recinto per non pagare il biglietto. Le società nascono per iniziativa di singoli mecenati e scompaiono dopo poco tempo. I giocatori sono ancora dei dilettanti che devono pagarsi le magliette, zaini, le trasferte, in pratica tutto… e anche una vera e propria stampa sportiva non esiste ancora.

Ma le cose stanno per cambiare…

Un attimo di pazienza ancora. Alla prossima puntata!

Fonti:
Franco Auci – 1905, da quel seme… La storia del Trapani
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