LA MERAVIGLIOSA EPOPEA DELLA JUVENTUS TRAPANI (PRIMA PARTE)

Comincia qui la meravigliosa epopea della Juventus Trapani. L’articolo è diviso in tre parti perchè non si possono raccontare i cinque anni d’oro della Juventus Trapani senza parlare di cosa fosse il calcio a Trapani prima di allora e soprattutto senza introdurre Enrico Schönfeld.

Piccola premessa: Enrico Schönfeld, l’austroungarico venuto dall’America

Nel 1900 il mondo era diverso.

Nel 1900 il mondo non aveva conosciuto le due guerre mondiali, Hitler portava ancora i calzoni corti, i costruttori di biciclette Wright vaneggiavano di fantomatiche macchine volanti, quelli più all’avanguardia si dilettavano con cinema e telefono, due recentissime invenzioni. Le poche automobili in circolazione stavano cominciando a mandare in pensione i cavalli, l’universo era considerato una grossa palla ferma ed Einstein ancora non aveva completato gli studi. L’uomo sulla luna era un sogno troppo audace anche per i più sognatori. In quegli anni lo zar regnava incontrastato su tutte le Russie, gli Stati Uniti erano da poco usciti vincitori dalla guerra ispano-americana per il controllo di Cuba e delle Filippine ed esistevano ancora l’impero turco e quello austro-ungarico. Appunto l’impero austro-ungarico…


Enrico Schönfeld con la maglia dell’Inter

Proprio lì, a Klausenburg, l’attuale Cluj-Napoca nella Romania nord-occidentale, comincia la storia di Enrico Schönfeld. Nato da una famiglia ebrea il 3 agosto del 1900, il piccolo Enrico è un bambino sano e robusto, gli piace la vita all’aria aperta e ha un certo talento nel prendere a calci i suoi amichetti ma anche il pallone. Si, perchè un gioco di recente invenzione sta conquistando il mondo. Lo chiamano football, all’inglese proprio perchè gli inglesi lo hanno inventato e diffuso prima in Europa e poi nel resto del mondo. Il piccolo Enrico intanto cresce e a 16 anni si trasferisce a in Austria e intraprende la carriera di calciatore professionista. Viene ingaggiato dallo Sport Club Rudolfshügel, dove rimane per 5 anni, i primi 4 come portiere, il quinto come attaccante. Nel 1921 passa allo Sportklub Meran dove si mette in mostra al punto che due anni dopo viene acquistato dal Torino. Il primo anno a Torino è strepitoso, 22 gol in 20 partite, ma non bastano per vincere lo scudetto che infatti va al Genoa. L’anno successivo Enrico prova a ripetere l’ottima annata precedente, ma non riesce. Forse a causa di dissidi con l’allenatore o coi compagni di squadra o forse soltanto una annata storta, fatto sta che in tutta la stagione Enrico, che si fa chiamare Beppo dagli amici, segna soltanto un gol e alla fine del campionato fa le valigie a va all’Inter. All’Inter fa un campionato senza infamia e senza lode al termine del quale si trasferisce di nuovo in Austria nell’Hakoah Vienna, squadra della comunità ebraica di Vienna che l’anno prima ha vinto lo scudetto. Con l’Hakoah però Enrico ha appena il tempo di giocare qualche amichevole negli Stati Uniti per una tournee con la sua squadra perchè viene subito notato ed ingaggiato dai Brooklyn Wanderers, squadra dell’American Soccer League. L’anno successivo però ritorna all’Hakoah Vienna ma dopo un anno riattraversa l’Atlantico per giocare con i Brooklyn Hakoah e con gli Hakoah All-Stars, squadra fondata da Bela Guttmann, altro carismatico giramondo. Siamo nel 1930 e di Enrico si perdono le tracce…

1° maggio 1926 – L’Hakoah Vienna al Polo Grounds prima della partita con i New York Stars

Ma che c’entra Enrico Schönfeld con Trapani? E’ quello di cui parleremo nei prossimi giorni dopo la seconda inevitabile premessa.

Fonti:
Enrico Schönfeld su Wikipedia
The American Soccer History Archives
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