LA FONDAZIONE DI TRAPANI

Trapani fu fondata da un dio. Qualcuno dice che Saturno tagliò i testicoli al padre Urano con una falce e gettò l’arma del delitto nel luogo dove oggi sorge Trapani, la cui forma ricorda appunto una falce. Qualcun altro però ribatte che la vera fondatrice di Trapani è Cerere, dea delle messi a cui mentre si aggirava dalle parti della Sicilia occidentale cercando sua figlia Proserpina, rapita da Ade, cadde una falce. Lì nacque Trapani. Chi ha ragione? Probabilmente non lo sapremo mai e dato che i diretti interessati non sono più su questa terra, ci porteremo dietro questo dilemma probabilmente per sempre.

Più certo è invece il periodo in cui Trapani fu fondata. L’anonimo marmoraro che incise il piedistallo della statua di Saturno nella omonima piazza scrisse che Trapani fu eretta da Saturno nel 1925 dalla fondazione del mondo. Considerando il 3308 a.C. data del diluvio universale, come inizio convenzionale della civiltà, risulta che Trapani sia stata eretta nel 1383 a.C. Eretta, attenzione, non fondata. Insediamenti precedenti infatti sono stati ritrovati. Ma chi furono i primi abitanti di Trapani? E come vivevano?

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CAM EGO IPSE SATVRNVS SUPERAE ALITI DREPANVM SVBDENDVM EREXI POST MVNDI ANNVM 1925

I primi abitanti della Sicilia furono i giganteschi ciclopi, citati anche nell’Odissea, che sebbene bruttissimi, è bene ricordarlo, avevano due occhi e si dividevano in tre ceppi.

– i Ciclopi Lestrigoni, cioè lastricatori, che lavoravano la pietra e costruirono delle gigantesche mura. Erano carnivori ed erano i più cattivi tra tutti i ciclopi;

– i Ciclopi Cavernicoli, che vivevano appunto nelle caverne;

– i Ciclopi Lotofagi, ghiotti di frutti di loto, che avevano scoperto una volta che si erano avventurati dalle parti di quello che è adesso il golfo di Tunisi, dove i loti crescevano spontaneamente.

Probabilmente si tratta dello stesso popolo che inizialmente viveva nelle caverne, poi evolvendosi imparò a lavorare la pietra e successivamente a spingersi in nave fino alle coste dell’Africa, dove dopo aver assaggiato i cachi abbandonò l’usanza di cibarsi di esseri umani.

I Ciclopi nel corso dei secoli per sfuggire alle frequenti eruzioni dell’Etna si ritirarono nella zona occidentale della Sicilia, e lì vennero a contatto con diversi altri popoli. Talvolta la convivenza fu pacifica, talvolta fu un po’ più problematica. I principali di questi popoli furono:

– i Focesi, citati anche nell’Odissea col nome di Feaci. Essi erano originari di Corfù e furono i primi esploratori dei mari.

– gli Elimi, popolo misteriosissimo originario della Troade, il cui re, Erice, figlio di Venere, fondò la città che porta il suo nome.

– i Fenici, che in realtà chiamavano se stessi Cananei, ovvero originari di Canaan, l’odierna Palestina.

Focesi, elimi e fenici alla fine si fusero con i ciclopi e presso di loro fondaronò alcune città, che altro non erano che piccoli empori, non più di piccole basi logistiche dove le loro navi potevano trovare rifugio e dove loro potevano riposarsi un po’ se le imbarcazioni non necassitavano di essere riparate. Uno di questi empori fu Scheria, terra che sporge, che fu il nome che i Focesi diedero a Trapani. Informalmente però il porto veniva chiamato Drepano, cioè falce, a causa della sua forma. Tutto avviene nel XV-XVI secolo a.C.

Qualche tempo dopo, XIII secolo a.C., i Fenici ingrandirono lo scalo e lo trasformarono in emporio stabile, munendolo di un villaggio che fu chiamato Camesena, cioè luogo a forma di falce ancora una volta. Essi portarono i loro costumi e loro religione. Adoravano Saturno e Cerere e i loro culti, soprattutto del primo, sopravvivono nella tradizione popolare ancora oggi.

Un secolo dopo scoppiò quella che oggi chiameremmo guerra mondiale, ma che allora fu conosciuta come Guerra di Troia, al termine della quale Enea, illustre esponente troiano, con alcuni suoi compagni, fuggì dalla città e quando giunse nel mare che bagna la Sicilia, o per concedersi una sosta, o perchè colto dalla tempesta, sbarcò a Trapani da dove ripartì dopo essere stato accolto amichevolmente da Egesto, che a quanto pare, era suo parente. L’anno successivo una tempesta lo portò di nuovo a Trapani dove, ci dice Virgilio, celebrò l’anniversario della morte del padre Anchise, morto l’anno prima nella frazione di Pizzolungo.

Trapani, comunque alla fine del IX secolo a.C da emporio con annesso villaggio è diventata una vera e propria cittadella, fortificata dalla popolazione che nell’ultimo periodo è aumentata grazie al contributo dei Cartaginesi, anche loro discendenti dei Fenici, che trovarono in Trapani un porto ideale per loro esigenze commerciali e gestito da una popolazione in fin dei conti sorella. Trapanesi e Cartaginesi andavano d’accordo ed ebbero in comune gli usi, i costumi, la religione, il modo di amministrare la città ed altro. Le due città ben presto si allearono e assieme si prepararono ad affrontare la minaccia greca.

Questa fu Trapani agli albori della civilizzazione.

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